Italiani uccisi dai migranti: la loro presenza li infastidiva

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La Spoon River degli italiani al tempo dell’immigrazione.

Vogliamo raccontare la storia di un italiano che non c’è più, perché un ospite ha deciso che la sua presenza lo infastidiva:

Diamo fastidio ai migranti. A casa nostra. Poi, c’è chi dice che sono risorse. Che vanno accolti. Anche se fossero risorse, la perdita della nostra identità sarebbe una perdita inestimabile: ma non sono neanche risorse.

Ma lui è solo una delle innumerevoli vittime italiane degli immigrati nell’ultimo anno.

Più irregolari, più delitti: un’analisi della criminalità tra gli immigrati in Italia

In Italia, la questione dell’immigrazione irregolare è una questione di sicurezza pubblica. Negli ultimi anni, sono stati segnalati numerosi casi di crimini gravi commessi da immigrati irregolari, molti dei quali provenienti da paesi come la Tunisia, il Marocco e la Nigeria.

Caso di studio: Bile’ Kubaa

Un esempio recente è quello di Bile’ Kubaa, un tunisino di 28 anni senza permesso di soggiorno, che ha strangolato Yuri Urizio a Milano. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla libertà di circolazione degli immigrati irregolari e sulla loro potenziale pericolosità.

Criminalità e immigrazione irregolare

L’analisi dell’ultimo anno ha evidenziato la pericolosità di chi è arrivato in Italia con i barconi, confondendosi con i potenziali richiedenti asilo. Questi individui, spesso senza fissa dimora, vivono ai margini delle città, dove i controlli sono più difficili e dove la vita si fa complicata se in tasca, al posto di un permesso di soggiorno, si ha un certificato con carichi pendenti giudiziari o di polizia.

Caso di studio: Adii Harrati

A Roma è stato arrestato Adii Harrati, un marocchino di 45 anni, accusato di aver assassinato a coltellate Rossella Nappini, un’infermiera, per il solo fatto che lei aveva deciso di chiudere la loro relazione. Secondo la Procura, Harrati, senza permesso di soggiorno, era uscito di casa con un coltellaccio da cucina.

Altri casi

A Foggia, Moslli Redouane, 43 anni, ufficialmente espulso ma ancora in Italia, ha assassinato una tabaccaia, Francesca Marasco, che aveva riaperto la sua attività commerciale proprio quel giorno dopo le ferie estive. Meno di un mese prima una donna di 61 anni, Iris Setti, era stata massacrata di botte a Rovereto da Chukwuka Nweke, un vagabondo nigeriano palestrato che si allenava nei giardini tra una birra e un’altra, i cui precedenti, anche per spaccio di stupefacenti, sono stati definiti robetta dal pm che aveva sulla scrivania la sua pratica.

A Prato, il 10 maggio, Habdelhadi Hajjaj detto Madani, 50 anni, pure lui irregolare e con precedenti per droga, violenza sessuale, sequestro di persona e danneggiamento, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso e poi bruciato il suo coinquilino Said Jaador per una banale lite. Solo un mese prima a Vigevano è finito in manette Mario Arteaga Rodriguez, 35 anni, peruviano senza permesso di soggiorno: gli inquirenti l’hanno accusato di aver ucciso di botte Angel Albaredo Mejla, un connazionale che era fidanzato con la sorella durante un litigio degenerato.

A fine dicembre dello scorso anno, invece, è stato stanato in Francia, a Mulhouse, al confine con la Svizzera, dove si era rifugiato, Mohamed Bedoui Gaaloul, tunisino di 29 anni, irregolare in Italia e colpito da decreto di espulsione, accusato di aver ucciso Alice Neri, uccisa e trovata carbonizzata a Fossa di Concordia (Modena) il 18 novembre.

Non mancano anche gli irregolari finiti dentro per tentati omicidi. Ad Albenga (Savona) lo scorso 10 giugno un maghrebino ubriaco di 26 anni, pregiudicato e senza titoli per soggiornare, è stato arrestato per aver accoltellato un giovane italiano alla nuca. Il fendente, per fortuna, non gli è stato fatale. Quando è stato rintracciato, l’aggressore aveva ancora con sé il coltello da cucina. Con un machete, invece, il 3 marzo, a Genova, un tunisino ha cercato di uccidere un gambiano in una piazza, davanti a passanti e turisti. I due, si è scoperto, avevano già litigato la sera prima: il gambiano aveva fermato il tunisino mentre prendeva a pugni un minorenne straniero. Il giorno seguente il tunisino, irregolare e con precedenti per spaccio, rapine, furti e ricettazione, ha deciso di vendicarsi. Si è scoperto anche che nel 2018 aveva pugnalato a un fianco un connazionale e che era da poco uscito dal carcere.

Caso di studio: Bari

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A Bari, a gennaio, durante una lite, un trentatreenne africano, sempre clandestino e con precedenti, ha accoltellato all’addome e a un braccio un italiano. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla libertà di circolazione degli immigrati irregolari e sulla loro potenziale pericolosità.

Caso di studio: Napoli

A Napoli, il 20 ottobre 2022, una giovane poliziotta è stata aggredita e tramortita con una pietra e poi violentata da un bengalese irregolare e con precedenti. La poliziotta aveva appena terminato il turno e stava cercando di raggiungere la sua auto. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle forze dell’ordine e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione per i funzionari di polizia.

Caso di studio: Milano

A Milano, a fine luglio, un senegalese di 22 anni già denunciato per reati contro il patrimonio, per droga e per atti osceni, avrebbe tentato di stuprare una ragazza nella sua auto. Dopo aver aggredito la ragazza avrebbe anche minacciato dei passanti con un bottiglia di vetro e avrebbe preso a pugni una donna e spintonato una bambina. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle donne e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione per le donne.

Caso di studio: Ventimiglia

A Ventimiglia, nel novembre 2022, un algerino senza permesso di soggiorno e con precedenti, avrebbe abusato di una ragazzina in un ex albergo nel pieno centro della città di confine. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle donne e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione per le donne.

Caso di studio: Napoli

A Napoli, il giorno dopo Capodanno, un marocchino irregolare e con precedenti di polizia ha aggredito con un bastone un dog sitter che stava lavorando in un parco comunale e poi ha bastonato anche i cani. Infine, per impossessarsi dei guinzagli, ha morso a una mano il dog sitter. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei lavoratori e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione per i lavoratori.

Caso di studio: Mestre

A Mestre, a luglio, un tunisino diciottenne senza permesso di soggiorno ha creato il panico lanciando gli sgabelli di un bar contro i clienti. Solo pochi mesi prima era stato fermato e, in virtù dei precedenti che aveva collezionato (furto, resistenza a pubblico ufficiale e aggressione nei confronti degli operatori delle comunità che lo avevano ospitato da minorenne), era stato accompagnato in un centro di permanenza, ma era riuscito a fuggire. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei clienti e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione per i clienti.

Caso di studio: Como

A Como, a luglio, un tunisino trentasettenne irregolare e senza domicilio, appena sceso da un treno che arrivava dalla Svizzera ha cominciato ad aggirarsi nei bagni della stazione riservati alle donne. I poliziotti della Polfer sono intervenuti, ma lui ha prima cominciato a lanciare sassi e poi ha raccolto da terra una bottiglia rotta e l’ha brandita contro gli agenti. Che hanno dovuto usare il taser per immobilizzarlo. Questo caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle donne e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione per le donne.

Conclusioni

Questi casi illustrano la complessità e la gravità del problema dell’immigrazione irregolare in Italia. È fondamentale che le autorità competenti riconoscano la gravità di questa situazione e prendano misure concrete per affrontarla: azzerando l’immigrazione clandestini e quella regolare afroislamica.

Secondo l’ultimo rapporto di Antigone, gli stranieri detenuti erano 17.723, rappresentando il 31,3% di tutta la popolazione carceraria. Questa percentuale sale notevolmente in alcune regioni, come la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige, dove i detenuti stranieri rappresentano rispettivamente il 61,4% e il 61% della popolazione carceraria.

Molti di questi detenuti stranieri sono in attesa di giudizio, rappresentando il 33,7% delle persone in custodia cautelare e il 35% di coloro che sono in attesa di un processo. Le nazionalità africane più rappresentate sono Marocco, Tunisia e Nigeria.

Il dato complessivo degli stranieri detenuti è cresciuto rispetto alla rilevazione di Antigone: l’ultimo aggiornamento presente sul sito del Ministero della Giustizia, datato 31 agosto, conta 18.414 stranieri ristretti. Il 20% sono marocchini, il 10% tunisini e il 6,5% nigeriani.

Per quanto riguarda la tipologia di reati, quelli contro la famiglia rappresentano il 26,3% dei reati commessi da stranieri. Dei 23.611 reati contro la persona, ben 7.285 (30,9%) sono stati commessi da stranieri. Per i reati legati alla droga siamo al 31,6% e per i reati contro la moralità pubblica si sale al 42,5%.

Molti di questi stranieri erano anche colpiti da un decreto di espulsione, che ovviamente non è stato rispettato. Questi dati sollevano importanti questioni sulla gestione dell’immigrazione e del sistema giudiziario in Italia.




2 pensieri su “Italiani uccisi dai migranti: la loro presenza li infastidiva”

  1. Essi fanno sesso con le capre
    ed ho visto video in cui mettono il burka anche alle capre!!

    Ho visto una donna islamica che entra in un negozio di abbigliamento intimo femminile,
    e poi copre il manichino perché indossava
    solo slip e reggiseno

    Questa trattasi di dente disturbata mentalmente
    al pari di tutti i religiosi, nonche fascisti di destra e sinistra.

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