Nessun genocidio: palestinesi si sono moltiplicati da quando c’è Israele

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Molti parlando di ‘genocidio palestinese’. Un non senso. Da quando Israele occupa la Palestina, gli arabi si sono moltiplicati. Tra Israele e zone palestinesi, anche escludendo i milioni che vivono in Libano e altri paesi, sono circa 7 milioni. In tutto sono 15 milioni di individui. Erano 1/10 quando gli ebrei hanno eretto il loro Stato.

L’etimologia del termine genocidio è chiara: è uccisione, e quindi della distruzione fisica, di un γένοϚ, cioè di una stirpe o di una razza.

Genocidio è, in sostanza, la scomparsa di un popolo.

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La distruzione fisica di un popolo può avvenire in diversi modi. Non solo con l’uccisione di massa. Anche attraverso un declino demografico indotto: l’aborto di massa è un tentativo di genocidio nei confronti del popolo italiano e di tutti i popoli di razza europea.

Il vero genocidio, oggi, è il nostro. Siamo noi che rischiamo di scomparire, non i palestinesi. I dementi che manifestano in piazza a favore di chi se ne sbatterebbe di noi, se fossimo noi a morire, sono gli stessi che non fanno figli perché schiavi di un sistema che non permette loro di farlo e li costringe al suicidio come membri di un popolo.

Non c’è quindi nessun rischio che il popolo palestinese scompaia, visto l’alto tasso di crescita demografica. C’è, invece, un alto rischio che sia il popolo italiano a scomparire. Insieme a tutti gli altri popoli europei.




6 pensieri su “Nessun genocidio: palestinesi si sono moltiplicati da quando c’è Israele”

  1. L’odio contro Israele è un atto barbarico.
    Non esiste motivo per odiare Israele.

    Aver proiettato lo scorso autunno la bandiera d’Israele sul tempio di Tito è stato un atto di giustizia.

    Chi non riesce per nulla ad avere in simpatia Israele, gli sia almeno indifferente, lo ignori.

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