I tribunali italiani si piegano all’islam: giusto picchiare donne adultere

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# L’allarme islamizzazione dell’Italia: una riflessione

L’episodio verificatosi a Brescia racchiude in sé, come in una sintesi essenziale, tutti gli elementi della incompatibilità della cultura italiana con quella musulmana.

I nostri politici, nella loro ottusa ignoranza e superbia, si sono ostinati ad affermare che gli immigrati si «integrano»; che basta essere nati sul territorio italiano per essere «cittadini italiani». Hanno imposto una classificazione delle religioni totalmente errata, mettendole tutte alla pari, incuranti di ciò che storici, etnologi, antropologi, hanno sempre affermato, ossia che ogni religione è una «cultura» e che la distinzione fra religione e cultura è un’acquisizione che riguarda soltanto noi.

Essere musulmani significa vivere una cultura in ogni aspetto della vita e non soltanto nel momento della preghiera. Di conseguenza, la nostra scuola è quasi del tutto in contrasto con i significati, i costumi, le regole, i precetti musulmani.

Se analizziamo i particolari della vicenda di Brescia, ce ne accorgiamo subito. Parliamo del tribunale che ha assolto un bengalese per avere massacrato la moglie adultera in nome della Sharia. Ci rendiamo conto di quello che stiamo dicendo? A quale stato di regressione ci siamo ridotti? Un giudice italiano che non ragiona più, che perde la testa e abdica alla civiltà giuridica romana cui è chiamato per annullarsi di fronte a quella degli invasori islamici. Portatori di una non civiltà, la loro sì, regressiva.

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## Un abisso incolmabile

È in base a questo che fra il nostro mondo e quello musulmano c’è un abisso incolmabile. Il Corano è fondato sulle credenze di un popolo di pastori nomadi di circa ottomila anni a. C., quello mosaico (i primi cinque libri dell’Antico Testamento); ha mantenuto sempre le stesse norme, gli stessi precetti, gli stessi tabù, da quelli fra i sessi, a quelli del cibo, dello spazio, del tempo, del vestiario e ha mantenuto sempre anche le stesse norme etiche, la stessa legge penale, quella che punisce il corpo, che si serve del corpo.

È questo insieme che forma una cultura. Togliamoci dalla mente – ma soprattutto se lo tolgano dalla mente i politici – che i musulmani si possano «integrare». Per farlo dovrebbero abbandonare la loro cultura-religione, cosa che non vogliono e non possono fare. La coesistenza porterà, come sta già avvenendo, a tribunali separati, scuole separate, quartieri separati. O, peggio: un’Italia islamica dominata dall’invasore ‘regolare’.

## Conclusione

Guardiamoci bene in faccia: non sono in gioco i musulmani, siamo in gioco noi. La nostra società, la nostra cultura, i nostri valori. Dobbiamo imparare a rispettare noi stessi, la nostra identità, a comprendere che l’integrazione non esiste e che l’immigrazione regolare di massa è invasione.




3 pensieri su “I tribunali italiani si piegano all’islam: giusto picchiare donne adultere”

    1. i “rossi” nostrani sono dei falliti epocali i quali odiano sé stessi ed amano coloro che li sopprimeranno = ecco spiegata la loro sperticata propensione per gli islamici

      1. finitela di chiamare rossi i fascisti di sinistra

        La unica differenza tra fascisti di destra e sinistra
        sono i valori predominanti .

        Nei fascista di destra prevale l’odio.
        Nel fascista di sinistra prevale il potere.

        Se i fascisti di sinistra non avessero nessun guadagno e vantaggio personale, con gli immigrati,
        si opporrebbero al loro arrivo.

        Ricordate che in Chiesa non ci trovate solo il fascista ed il leghista, ma anche il PDocchio.
        Esattamente come allo stadio.

        Sono questi i luoghi in cui si concentra tutto il merdume italiano.

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