Sardegna, governerà chi ha perso le elezioni grazie al voto disgiunto

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Politicamente l’accozzaglia Pd-M5s ha perso le elezioni in Sardegna. Questo è evidente dai dati. Se metti insieme tutto e il contrario di tutto devi stravincere, non superare il tuo avversario di pochi decimali e nemmeno tremila voti.

Il dato politico sono i voti di lista: 49 a 42. Paradossi del voto disgiunto, che è il metodo migliore per fare brogli, tra l’altro.

Sardegna, la destra prende più voti ma rischia di perdere il governatore

Perde politicamente perché, quei voti, traslati a livello nazionale, ampliano la forchetta tra le forze di governo e quelle di opposizione alle scorse politiche.

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Le elezioni locali non dovrebbero avere, comunque, implicazioni nazionali. In questo caso, ad esempio, ha votato appena la metà degli aventi diritto.

Il dato sorprendente, in questo caso, è che la destra sia competitiva anche con affluenze così basse. Cosa che fino a qualche anno fa era impossibile. E che abbiamo ormai visto in tutte le ultime elezioni locali. Addirittura alle suppletive.

La vittoria politica e questa mutazione genetica dell’elettorato è il dato più interessante. Non certo la vittoria elettorale casuale – quando scatta uno o l’altro candidato per poche migliaia di voti è puro caso – di un candidato.

Questo ci porta ad un’analisi più profonda della democrazia moderna che abbiamo mutuato dalla più grande non democrazia del mondo: gli Usa. Non è democrazia quando una minoranza decide per gli altri. E non lo è il sistema secondo il quale si governa anche con un voto in più: ci deve essere una sorta di limite sotto il quale questo non è consentito e si deve trattare.

Soprattutto, il voto disgiunto nulla ha a che vedere con la democrazia. Perché non solo governa chi vince anche solo per un voto, ma rischia di governare chi perde e anche di quasi dieci punti percentuali: come nel caso della coalizione della Todde in Sardegna.




6 pensieri su “Sardegna, governerà chi ha perso le elezioni grazie al voto disgiunto”

    1. Per me è giusto se mi metti come candidato presidente uno che non mi piace, visto che il voto è libero voto l amico, e voto contro, votando il candidato degli altri per protesta, io sono favorevole… Sceglie la gente, oppure fa le primarie e fa scegliere alla gente chi vuole come presidente
      La culona e la sua corte di debosciati, é stata bombardata ed affondata. Imparasse a rispettare la parola data… Sarà sempre peggio

      1. Il tuo ragionamento ha una sua validità. Però a mio modesto avviso non ha senso votare per un candidato a consiglio comunale o provinciale o regionale e al contempo il candidato a sindaco o presidente a cui è collegato. In questo modo la competizione elettorale viene falsata.

  1. se la destra e’ competitiva anche con affluenze così basse
    e’ perche sono ritardati, cretini, mentecatti.

    cit.
    “Quando tra gli imbecilli e i furbi si stabilisce un’alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte. ”
    Leonardo Sciascia.

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