Hanno ucciso Navalny per nascondere la morte politica di Assange?

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Oggi l’Alta Corte di Londra inizia la discussione sulla sua estradizione verso gli Usa. Dove vogliono seppellirlo per sempre. Non vi sfuggirà la strana contemporaneità della morte di Navalny, in qualche modo il suo contraltare russo. Visto che Putin aveva zero interesse nella sua morte, l’interesse reale potrebbe essere stato in chi voleva distogliere l’attenzione nel vero scandalo democratico che sta per compiersi: la morte politica di Assange. Un uomo vivo che è già morto, ucciso dai ‘liberali’.

Assange, co-fondatore di WikiLeaks, è noto per aver rivelato informazioni che hanno rivelato le azioni criminali degli Stati Uniti in Iraq e in Afghanistan. La sua estradizione negli Stati Uniti è attualmente in discussione presso l’Alta Corte di Londra.

La difesa di Assange sostiene che la sua estradizione violerebbe il trattato di estradizione tra il Regno Unito e gli Stati Uniti, che proibisce l’estradizione per reati politici. Se estradato negli Stati Uniti, Assange potrebbe affrontare fino a 175 anni di prigione.

La moglie di Assange, Stella, ha espresso la sua preoccupazione e disperazione per la situazione, insistendo sulla necessità di protestare “finché Julian non sarà libero”, sottolineando l’importanza della libertà di Assange per tutti noi.

La libertà di stampa e il diritto di essere informati sono fondamentali in una società democratica. Questo dimostra che le società occidentali sono una finzione di democrazia, perché l’informazione è in mano a pochi criminali e ai loro servi.

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Le azioni di Assange hanno portato alla luce informazioni importanti, contribuendo a una maggiore consapevolezza globale su questioni cruciali. La sua situazione dimostra che non esiste, in Occidente, una vera libertà di stampa.

Assange, 2011: “L’obiettivo è usare l’Afghanistan per lavare il denaro dei contribuenti USA e UE e riportarlo nelle mani di un’élite di sicurezza transnazionale. L’obiettivo è una guerra senza fine, non una guerra di successo”.