Spendiamo 15mila euro per cambiare sesso ad ogni clandestino

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La castrazione preventiva di chiunque sbarchi sarebbe, invece, la soluzione.

Un articolo del Giornale descrive le formule speciali per l’accoglienza dei migranti ricchioni o sedicenti tali e per minori non accompagnati, donne con bambini piccoli e individui che si identificano come appartenenti alla comunità LGBTQIA+. Questi gruppi ricevono trattamenti esclusivi e servizi di accoglienza e integrazione.

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L’articolo menziona che i progetti sperimentali sono stati avviati per coloro che, dopo aver presentato una richiesta di asilo o protezione internazionale, hanno dichiarato di essere perseguitati a causa del loro orientamento sessuale. Questi individui, classificati come appartenenti a una delle categorie LGBTQIA+, vengono collocati in appartamenti o strutture mono-familiari.

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L’articolo sottolinea anche la spesa folle per chi desidera intraprendere percorsi di transizione medica e ormonale. L’accoglienza di questi individui comporta costi significativamente più elevati rispetto allo standard di 40 euro al giorno stabiliti per tutti gli altri invasori.

L’articolo cita esempi specifici, come il Comune di Roma, che ha stanziato 493.200 euro per accogliere 10 migranti che si identificano come LGBTQIA+ nel sistema di accoglienza integrata, con servizi di assistenza sociale e alloggio. A Bologna, ci sono già 8 strutture dedicate all’accoglienza di genere, mentre a Verona è stato inaugurato il primo centro per migranti omosessuali.

Infine, l’articolo discute i programmi di supporto per i giovani immigrati che desiderano intraprendere il percorso di transizione medica e ormonale, con costi a carico delle Asl competenti per territorio, stimati tra i 9.000 e i 15.000 euro.