Chi ha riportato clandestini in Libia condannato e Rackete prosciolta: toghe rosse odiano l’Italia

Vox
Condividi!

Non devono essere dei burocrati – i magistrati – a decidere se e dove respingere i clandestini. Ma gli eletti dal popolo. Si normalizzi la magistratura, mettendo a cuccia i giudici ideologicamente compromessi con una seria riforma.

# Il Mondo al Contrario: Il Caso del Comandante della Nave Asso e del Capitano Rackete

In un mondo dove la giustizia dovrebbe essere il faro guida, ci troviamo di fronte a una situazione che sembra ribaltare completamente i nostri principi di equità. Due casi emblematici sono quelli del comandante della nave Asso e del capitano Carola Rackete.

Il comandante della nave Asso è stato recentemente condannato da un gruppo di magistrati ideologicamente compromessi per aver adempiuto al suo dovere. Durante il suo lavoro aveva soccorso in acque libiche un branco di invasori, definiti spesso come “clandestini”, e li aveva affidati alle autorità di Tripoli. Questa decisione, presa nel rispetto delle leggi internazionali del mare che impongono di portare i ‘naufraghi’ nel porto più vicino, ha portato alla sua condanna.

Vox

Ancora più importante: il comandante aveva svolto un’opera meritoria a favore dell’Italia. Un gesto patriottico che ha portato alla sua condanna.

Dall’altro lato, abbiamo il caso del capitano Carola Rackete, che ha preso una decisione molto diversa, criminale. Rackete, al comando della nave Sea-Watch 3, ha speronato una motovedetta italiana pur di sbarcare un gruppo di clandestini in Italia. Nonostante il gesto criminale di sfida alle autorità italiane, Rackete è stata prosciolta.

Questi due casi sollevano una serie di domande sulla giustizia. In un mondo dove fare gli interessi della propria gente dovrebbe essere la priorità, perché un comandante che ha adempiuto al suo dovere patriottico viene condannato, mentre un capitano straniero che ha agito in modo criminale viene prosciolto?

La risposta a queste domande è semplice e richiede una riflessione sul nostro sistema giudiziario. In questo mondo al contrario, è il momento di ristabilire il giusto equilibrio.