La morte di Navalny, il nazionalista russo anti-immigrati usato dall’Occidente

Vox
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L’uomo dei governi stranieri in Russia, che doveva portare le rivoluzioni colorate di Soros a Mosca, è morto nel carcere siberiano in cui era rinchiuso. Come Gonzalo Lira in Ucraina e come sta morendo Assange a Londra. Ogni regime reprime i propri dissidenti perché chi dissente è un pericolo per l’ordine consolidato.

L’uomo dei governi stranieri in Russia, che doveva portare le rivoluzioni colorate di Soros a Mosca, è morto nel carcere siberiano in cui era rinchiuso.

Intanto Assange sta morendo da anni in un carcere occidentale. Da dove non può comunicare. E Snowden è dovuto fuggire in Russia per evitare di fare la stessa fine, ‘colpevole’ di avere rivelato l’oppressivo sistema di sorveglianza del cosiddetto ‘mondo libero’.

C’è poi il caso tragico del dissidente americano ucciso in Ucraina:

Reporter Gonzalo Lira muore in una prigione ucraina: ucciso dal regime di Zelenski

Ne avete sentito parlare sui media italiani? Ovviamente no. Perché a loro non interessano i dissidenti se non come strumento di propaganda a favore dei propri padroni.

Non solo. In Italia ti indagano per ‘odio razziale’ e rischi fino a 6 anni di carcere se scrivi che gli africani devono vivere in Africa.

Ogni regime reprime i propri dissidenti perché chi dissente è un pericolo per l’ordine consolidato.

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Tornando ad Alexei Navalny, che i media occidentali definiscono con ignoranza “leader dell’opossizione a Putin”, era in realtà il leader di un’area che alle elezioni non prende mai più del 3 per cento, non riuscendo nemmeno ad avere rappresentanza in parlamento.
Perché? Perché i Russi ricordano la ‘fame eltsiniana’ causata dalle ‘riforme’ imposte dai liberali rappresentati oggi in quel partito. E non vogliono riprovarla. Date loro torto…

La sua origine era, tra l’altro, ultranazionalista, che in Italia verrebbe definita vicina al neonazismo. Ma, del resto, in nome della russofobia l’Occidente si fa piacere anche Azov.

Alexei Navalny, nel 2007 ha fondato un movimento politico chiamato Narod (Popolo), noto per le sue posizioni che i nostri nemici qui definirebbero xenofobe, anti-immigrazione e nazionaliste. Nel 2013, ha difeso sul suo blog i neonazisti russi autori di raid punitivi per un omicidio compiuto da un azero, puntando il dito contro “orde di immigrati regolari e clandestini”³.

Oggi, quell’Unione Europea che censura internet e vuole l’arresto dei blogger che pubblicano notizia sull’invasione in corso, ha avuto l’ardire di accusare Mosca di omicidio.

Ora, Navalny non è il “leader della opposizione”, il suo movimento ha preso meno del 2% dei voti alle ultime elezioni in cui era presente. E’, semmai, il leader che piacerebbe agli oligarchi occidentali per spartirsi le spoglie della Russia come al tempo di Eltsin. Quel tempo è finito. Non tornerà.




2 pensieri su “La morte di Navalny, il nazionalista russo anti-immigrati usato dall’Occidente”

  1. le elezioni in Russia sarebbe stravinte da Putin,
    indipendentemente da NAVALNY, vivo o morto.

    Qui non avete capito nulla del popolo russo
    Addirittura lo equiparate ad i leghisti.

    In realtà leghisti e comunisti, sono agli antipodi.
    Se andate in Russia e glorificate Mussolini, vi sbraneranno vivi.

I commenti sono chiusi.