“Ci tolgono la terra”: il cibo normale solo ai ricchi

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“Ci tolgono la terra”: il dramma dei contadini racconta la drammatica storia di Michele Verdi, un contadino che si è tolto la vita dopo che la sua attività è stata messa all’asta¹². Questo è un esempio del crescente problema che molti contadini stanno affrontando. La perdita della terra e la pressione economica delle multinazionali. Vogliono brevettare il cibo per rivendercelo a caro prezzo.

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Loro si terranno il cibo migliore:

(1) “Ci tolgono la terra”: il dramma dei contadini – MSN. https://www.msn.com/it-it/notizie/video/ci-tolgono-la-terra-il-dramma-dei-contadini/vi-BB1ii9Hq.
(2) Ci tolgono la terra”: il dramma dei contadini – Libero.it. https://www.libero.it/tv/ci-tolgono-la-terra-il-dramma-dei-contadini_msF312803501024C12.
(3) La rivolta dei contadini: il cibo di qualità solo per i ricchi. https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/la-rivolta-dei-contadini-il-cibo-di-qualita-solo-per-i-ricchi_F312803501024C13.
(4) L’intervento di Gianluigi Paragone – Libero.it. https://www.libero.it/tv/lintervento-di-gianluigi-paragone_msF312803501024C14.




3 pensieri su ““Ci tolgono la terra”: il cibo normale solo ai ricchi”

  1. ”…Sia chiaro : non abbiamo niente in contrario a chi acquista o vende a queste cifre”.
    -E qui sta l’errore.
    Madornale.

    Che senso ha un servizio giornalistico, che vorrebbe supporsi di critica e biasimo verso una situazione vergognosa, se poi contestualmente ci si scusa, preoccupandosi di non ferire la sensibilità di quanti -poverini- acquistano/vendono ”a quelle cifre”?
    -Queste ”scuse” sono allo stesso livello del più becero ”politically correct” che tanto deploriamo.
    -Che senso ha suscitare l’effimera indignazione ( o purtroppo anche la servile invidia) del Pubblico, se non si ha il coraggio di attaccare frontalmente questi modelli marci e degenerati, paradigmatici di un marcio strutturale che si estende purtroppo ben oltre???

    Alla fine, sembra che con questo immondo siparietto, che ci saremmo volentieri risparmiato all’ora di cena e che la cena -quale essa sia- ce la fa semmai restar tutta sullo stomaco, si sia soltanto voluto fare pubblicità e passerella a un paio di sgradevoli e inutilissimi soggetti; e all’altrettanto sgradevole, inutile e parassitario ambiente attorno al quale gravitano.
    Quello che ci hanno mostrato (senza prendere doverose e decise posizioni a riguardo) è, semplice, banale e gratuita Oscenità.
    -Intendendo per ”osceno” qualcosa che gratuitamente ferisce sensibilità, morale e valori -almeno formalmente- condivisi.

    Altro grave errore concettuale, comunque, è confondere valore nutritivo/gradevolezza di un alimento, col suo prezzo.

    Così come, a parità di funzione ”copritrice” e magari anche estetica di un indumento, ci sono inutili e vanesi narcisisti che hanno bisogno di indossare capi ‘griffati’, gravati da un fittizio sovrapprezzo del diecimila x 100 rispetto al valore reale dei materiali di cui sono fatti, analogamente ci sono soggetti, altrettanto privi di Personalità ( e di un apparecchio mentale davvero definibile ”umano”), che per ”sentirsi qualcuno” hanno assoluto bisogno di pagare 300 euro per un barattolo di banalissimi carciofini, e 400 per un ”cetriolo del Kenya” (che diventano 500 per quelli pre-lubrificati, e 700 per quelli ”con schizzo incorporato”, N.d.R.).
    -Questo è il vero punto su cui soffermarsi, se si vuole informare ed educare.

    La parafilia esibizionista è intimamente connessa e co-funzionale all’altra : lo deduciamo bene dall’esibizione bevitoria, davvero da Oscar, di quel variopinto narciso – pare clone/fotocopia di tanti altri ”esemplari” che ci sono ben noti-, cui l’Autore del servizio ha avuto lo stomaco di farsi commensale, sia pure per pochi istanti.

    Parafilie, esibizionismi più o meno grotteschi, megalomanie e manie di protagonismo di un pugno di ricchi narcisisti patologici sono però semmai materia di Psichiatria sociale; da scriverci su saggi e trattati su devianze, degenerazioni e involuzioni antropoidi, volendo; senza disdegnare eventuali accenni lombrosiani.
    -Ma andrebbero tenuti ben distinti dai *veri* problemi, e dalle tragedie come quella con cui si apre il servizio.

    Si eviti di mescolare il Sacro al Profano. Sempre.

    1. concordo bevvi il prosecco migliore mai bevuto, in un ristorante / trattoria a circa 16 euro la bottiglia, poi lo trovai in un supermercato a 3,5 euro o giu’ di li, comprai l ‘intero ripiano, quel prosecco non lo trovo piu!…
      poi ci sono gli imbecilli che pagano 30.000 euro per uno SCIAMPAGNINO di quarta categoria. solo per intorarti la mignotta slavata di turno che te la da lo stesso , per un giretto in barca!
      ho un podere discreto dove ho piantato una serie innumerevole di alberi da frutta, al supermercato compro le pere Nashi Kosui a 4,50 euro al KILO, li mortaccia di mia figlia, dai semi ho tirato su degli alberelli, si lo so è da sfigati, fai prima a comprarti l’albero intero….ma vuoi mettere che invece di comprarti l’albero a 5 euro, ti compri 4 pere allo stesso prezzo poi butti giu’ tutti i morti dell’aldila’ sperando che i semi siano fecondi e che una volta nati gli alberi, i frutti siano gustosi come quello madre che li ha generati ….e lo sfizio ? dove lo mettiamo……. aaaaaaaa che bello!
      meglio di una bistecca di plastica liofilizzata!

  2. Esatto… e aggiungo che non è affatto da sfigati seminarsi gli alberi, anzi!
    Da ”sfigati” semmai è avere bisogno di qualcuno, rigorosamente in livrea è ovvio, per farsi versare il costoso liquido di turno, manco si fosse mutilati o paralizzati…(col massimo rispetto per chi lo è davvero e ne ha bisogno, e spesso questo supporto non ce l’ha).

    Da sfigati è non sentirsi minimamente a disagio alla guida di un’auto, inutilmente costosissima (ma anche fosse un rottame sarebbe lo stesso), quando si ha un ”cervello” che, di suo, non avrebbe saputo inventare neppure la ruota quadrata!!!

    L’identikit insomma, per farla breve, di quel coso di ieri e di tanti, tanti altri cloni-fotocopia che strobilano ormai un po’ ovunque, come metastasi o buboni infetti.

    Sbagliano però programmi che, pur con le migliori intenzioni, riescono solo a nutrirne il narcisismo patologico; quella che è in fondo la loro unica ragione d’esistere.

    Seminare e tirare su un’albero e aspettare anni per raccoglierne magari pochi frutti, è una soddisfazione meritata e legittima; perché è *costruttiva*, perché deriva da Intelligenza, Pazienza, Impegno. Perché è qualcosa che si ”crea” da sé stessi, e che si ”possiede” davvero, perché si è ”saputo come farla”.
    Non è qualcosa che si può comprare, immeritatamente, solo perché si è magari vinto alla lotteria o ci si è ”inventati” un social, o si è riusciti a truffare o variamente intortare un numero sufficientemente elevato di proprii simili – ancora una volta, il caso di tutti questi, non solo inutili, inutilissimi ma anche dannosi ”ricchi in prima serata”.
    Gli esponenti della Demeritocrazia in auge.

    Ciò che rimprovero a programmi come quello di ieri, che peraltro almeno in parte apprezzo, è di non battere su questo tasto; di limitarsi a cercare ”irregolarità superficiali” senza lanciare alcuna vera campagna che sia costruttiva di Valori, imperniata su concetti del tipo di quelli sopra detti.

    Così facendo invece, quei personaggi rischiano di esser addirittura ammirati (che è lo scopo della loro altrimenti insulsissima esistenza), e si rischia di rafforzare nel pubblico l’idea che siano semplicemente ”.. più dritti / migliori degli altri/ beati loro ecc ecc..”

    E’ davvero ”alla rovescia” un mondo in cui a suicidarsi debbano esser Persone, che ”valgono” a prescindere ; come l’Agricoltore con cui si apriva il servizio….

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