Liberano stupratori africani e perquisiscono italiani per “odio razziale”

Vox
Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Delirante. Lo Stato italiano protesta per la detenzione in Ungheria di una teppista già condannata per reati di violenza politica in Italia, accusata di pestaggi brutali e quasi mortali, poi sguinzaglia i propri dipendenti a caccia di reati di opinione. E, guardate: non ci interessa quali opinioni. Stalin, Hitler, Pol Pot e compagnia: finché uno scrive o inneggi a qualcosa, è un suo sacro DIRITTO.

Ventiquattro perquisizioni a Ferrara nei confronti di altrettanti cittadini italiani per i reati di opinione apologia di fascismo, istigazione all’odio razziale e vilipendio delle forze armate.

Il provvedimento, emesso dalla Procura estense, è in esecuzione da parte degli operatori della Polizia di Stato delle Digos di Ferrara, Bologna e Ravenna, coordinate dalla direzione centrale della Polizia di prevenzione. Sul campo anche operatori specializzati della Polizia postale per analizzare il materiale informatico oggetto di sequestro.

Immaginate uno Stato che perquisisce qualcuno per le sue idee e va a cercarle nei suoi oggetti personali: 1984, Orwell.

Intanto:

Autore Rai stupra ripetutamente bambino di 10 anni e diffonde video online: salvato da polizia australiana

Vox

L’indagine che ha portato all’operazione ‘Bravi ragazzi’ è partita da una cena, prima di Natale, durante la quale un gruppo di persone si sarebbe ritrovato, in un ristorante, inneggiando al nazismo e a Hitler. L’obiettivo delle perquisizioni e degli accertamenti in corso, anche informatici, è di capire se l’episodio in questione sia stato isolato o se si è di fronte a un gruppo strutturato.

Insomma, vogliono scoprire se facevano altre cene.

Si sono presentati in uniforme arancione in un locale nel quartiere ebraico di Ferrara, dopo avere distribuito una serie di volantini inneggianti al Duce e al Fuhrer, quindi avrebbero minacciato di morte alcuni clienti che tentavano di interrompere i cori filo nazisti e di plauso per la morte di appartenenti alle forze dell’ordine. E’ quanto emerso dall’inchiesta. Nonostante l’intervento delle volanti, i giovani, tutti italiani, tra i venti e i trent’anni, hanno continuato ad inneggiare il Duce “senza preoccuparsi delle conseguenze delle loro condotte”, spiega la Questura ferrarese. Gli agenti della Digos e della Direzione centrale della polizia di Prevenzione, hanno sviluppato i profili dei giovani organizzando il blitz avvenuto all’alba.

Ravvisiamo, al massimo, il reato di minacce. Semmai, andrebbero fatti visitare per capire se hanno tutte le rotelle a posto. Ma l’opinione è sacra per quanto possa essere stupida. Siamo stufi di magistrati che scarcerano stupratori e clandestini e poi vanno a caccia di esaltati ‘colpevoli’ di avere opinioni che agli stessi magistrati non piacciono. E poco importa che, in questo caso, non piacciano neanche a noi. La difesa della libertà di espressione è totale o non è.

Semmai, in galera, ci devono andare gli stupratori:

Grazie ai giudici lo stupratore africano potrà stuprare ancora




3 pensieri su “Liberano stupratori africani e perquisiscono italiani per “odio razziale””

I commenti sono chiusi.