Scuole italiane ostaggio degli studenti islamici

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Le nostre scuole stanno diventando madrasse stile Gaza.
La vera invasione è quella che arriva con i ricongiungimenti familiari: 200mila l’anno. Abrogarli. Già da diversi anni i giovani musulmani si stanno radicalizzando, con gli altri studenti che vivono ormai in un clima di paura.

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Il 13 ottobre scorso, in Francia, l’insegnante Dominique Bernard è stato tragicamente ucciso al grido di “Allah akbar”. La Bussola ha intervistato Jean-Pierre Obin, autore di un rapporto sull’ingerenza dell’islam militante nelle scuole francesi. Il suo libro, che esplora la paura degli insegnanti, è stato scritto in seguito alla pubblicazione di un sondaggio dell’Institut d’études opinion et marketing nel novembre 2022. Questo sondaggio indagava sui danni causati dall’islamizzazione degli studenti. I risultati rivelavano che l’80% dei docenti teme alcuni allievi e più del 50% si autocensura per paura degli stessi.

Obin afferma: “Gli insegnanti hanno paura dei loro studenti, il più piccolo conflitto può deflagrare in qualcosa di enorme”. Sottolinea anche che la civiltà europea, nata dal cristianesimo, è crollata con il declino del cristianesimo. Secondo Obin, la violenza dell’islam è contenuta nei suoi tre testi fondamentali: il Corano, la vita di Maometto e i Precetti. Sostiene che il Corano è più violento della Bibbia e che domina, non può essere dominato.

Obin riferisce che negli anni ’80 è stata emessa una fatwa che chiedeva a un maggior numero di persone di entrare nei Paesi non islamici per imporre l’islamismo. Afferma che gli insegnanti sono così disperati che stipulano assicurazioni speciali, le migliori delle quali coprono anche il disturbo post-traumatico da stress. Secondo Obin, ci sono argomenti che non possono essere toccati, come la Shoah, e molti altri che aumentano sempre di più.

Obin conclude dicendo che la terra di Israele è stata occupata dall’islam, quindi quando gli ebrei se la sono ripresa comprandola e pagandola, sono stati considerati invasori. La stessa cosa vale per la Sicilia, per la Spagna, per parte del Portogallo e per Roma che, in quanto quarta città santa dell’islam, è “dar al islam” anche lei. La seconda parte è il “dar al harb” o terra di guerra: è la parte del mondo popolata dagli infedeli. La terra degli infedeli è il luogo nella quale la guerra è obbligatoria finché essi rifiuteranno di riconoscere la sovranità islamica. Questo siamo noi. La terza e ultima parte si chiama “dar al suhul”: è il nome delle regioni dove agli infedeli è concesso di vivere, purché paghino un tributo in denaro e in sottomissione, cioè accettino di essere “dhimmi” e paghino il “puzu”. La superiorità dell’islam deve essere riconosciuta.

La superiorità dell’islam deve essere riconosciuta. Noi siamo «dar al harb». La Francia lo sa già. L’Italia rischia di impararlo molto presto, uno stupro dopo l’altro.

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