L’arabo Ghali crede di essere l’italiano vero a Sanremo

Vox
Condividi!

La missione politica del rapper afroislamico, che prima di storpiare “L’italiano” di Toto Cutugno ha intonato versi in arabo. E dobbiamo ringraziarlo, perché ha mostrato in prima serata la realtà di quello che sta accadendo: la sostituzione etnica. Grazie Ghali.

Ghali, il rapper tunisino, ha suscitato un orgasmo nei radical chic in crisi di astinenza durante la quarta serata del Festival di Sanremo, per la sua performance vista come un manifesto politico pro-migranti tra una stecca e l’altra:

Sanremo, Ghali storpia “l’italiano” cantando in arabo l’invasione

Vox

## Una Performance Pro-Invasione

Ghali si è esibito al fianco di Rat Chopper nel medley “Italiano vero”, una sorta di spot dello ius soli in cui lui si rappresenterebbe come ‘italiano vero’, cosa più ridicola che pericolosa. Ha cantato alcuni versi in arabo del brano “Bayna” e ha salutato il pubblico al modo dei musulmani: “Salam-Aleikum”.

Nel 2020, Ghali promise di tornare sul palco dell’Ariston e di cantare in arabo. “Bayna”, il brano d’apertura dell’album di Ghali “Sensazione Ultra”, ha ispirato il nome della rescue boat donata ai trafficanti di clandestini di Mediterranea Saving Humans, la ong di Casarini.

E’ giusto utilizzare un palco come Sanremo per promuovere un’agenda politica? Anzi: è giusto invitare chi lo fa? Ovviamente no.

Che lo crediate o no, anche questo è il simbolo dell’invasione. Anche le nenie in arabo a Sanremo. Anche un tunisino che si crede italiano: anzi, l’italiano vero.