Ragazzo cerca di suicidarsi, immigrati lo violentano a Torino

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In una società civile, ogni individuo ha il diritto di vivere in sicurezza, senza la paura di essere vittima di violenza. Nella società multirazziale, che non è civile, questo è impossibile.

Come insegna il caso di violenza sessuale che ha avuto luogo a Torino nell’ottobre 2022 per il quale oggi si è concluso il processo.

Due immigrati, un 25enne senegalese e un 35enne marocchino, sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 3 mesi e a 5 anni e 1 mese di reclusione per aver commesso un atto orribile di violenza sessuale su un giovane di 20 anni. Questo giovane era arrivato a Torino con l’intenzione di procurarsi un’arma per suicidarsi, ma invece è finito nelle mani di questi due animali parlanti.

La vittima è stata presa a pugni e schiaffi, spogliata dei suoi abiti, dell’orologio e di uno zainetto con dentro telefono, denaro e documenti. E violentata.

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Le forze dell’ordine hanno trovato il ragazzo seminudo e sotto choc per strada, a breve distanza dal luogo della violenza.

Questo caso sottolinea la gravità della situazione in Italia.

La nostra indignazione è giustificata. Dobbiamo continuare a lottare per un’Italia in cui ogni individuo possa vivere in sicurezza, senza la paura di essere vittima di violenza. Ovvero un’Italia senza immigrazione.

Non possiamo permettere che casi come questo continuino a verificarsi. La lotta contro l’invasione deve essere una priorità per tutti noi. Ogni voce conta. Ogni azione conta.