Autore Rai stupra ripetutamente bambino di 10 anni e diffonde video online: salvato da polizia australiana

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Se un agente australiano sotto copertura non avesse individuato il video sul dark web, questo bambino sarebbe ancora sotto le mani del pedofilo. Intanto, la polizia postale italiana è occupata a perdere tempo a censurare i cittadini che scrivono cose sui social.

È una storia che suscita indignazione e rabbia. Un ex autore Rai, noto nel mondo notturno omo di Roma come DJ, è stato accusato di abusi sessuali su un bambino di dieci anni. Non solo ha commesso questi atti orribili, ma ha anche documentato le violenze attraverso quattordici video, poi diffusi nel dark web a uso dei pedofili.

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## Un fallimento della polizia postale italiana

E dove era la polizia postale italiana mentre tutto questo accadeva? Occupata, su ordine delle varie procure e non per propria responsabilità, a censurare i cittadini che scrivono cose sui social. Per questo non era stata in grado di individuare il pedofilo. Questo è un fallimento inaccettabile. Mentre i cittadini vengono censurati per le loro opinioni, un pedofilo è libero di commettere crimini orribili e di diffondere materiale pedopornografico nel dark web.

## Un’inchiesta tardiva

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L’inchiesta è iniziata solo quando i video sono stati notati da account australiani, attirando l’attenzione di un agente australiano sotto copertura che stava dando la caccia ai pedofili. La segnalazione è stata prontamente inoltrata alle forze dell’ordine, che in quattro giorni sono riuscite a individuare l’uomo. Ma perché è stato necessario che un agente straniero individuasse il pedofilo? Perché la polizia postale italiana non è stata in grado di farlo?

## Un appello all’azione

Questo caso è un campanello d’allarme. È necessario che la polizia postale italiana si concentri sulle vere minacce alla sicurezza dei cittadini, invece di censurare le opinioni sui social. È necessario che le forze dell’ordine siano dotate degli strumenti e delle risorse necessarie per individuare e fermare i pedofili. Non possiamo permettere che altri bambini cadano vittime di questi mostri.

Chi dà ordine di disperdere le risorse per censurare invece che per salvare i bambini? Altri pedofili?

A proposito: questi sono gli stessi autori che poi creano serie televisive piene di gay, negri e para-pedofili.




5 pensieri su “Autore Rai stupra ripetutamente bambino di 10 anni e diffonde video online: salvato da polizia australiana”

  1. A noi però rompono i coglioni se uno scrive negro oppure muove critiche al Re Sergio.
    Oltre ad un coglione inchiostrato che vorrebbe spid ed impronta digitale per dare la caccia a quattro sfigati.

    1. Ma infatti, con la pedopornografia dilagante su internet. Vedi tu a cosa pensano, a mandare avvisi di garanzia a chi esprime opinioni contrarie al PUD sull’immigrazione, o meglio invasione africana dell’Italia e dell’Europa. Come se ciò costituisse un crimine, cosa che invece sono le violenze sessuali sui bambini.

I commenti sono chiusi.