Ong francese scarica a Napoli: “Abbiamo pagato 7.000 euro a testa per sbarcare in Italia”

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Il blocco navale immaginario della Ferragni della politica continua. Durante la sua campagna elettorale, Meloni ha ripetutamente sostenuto l’idea di un blocco navale, affermando che sarebbe stato il solo mezzo efficace per controllare e difendere i confini dell’Italia. Tuttavia, nonostante sia passato oltre un anno dal suo insediamento al governo, questa promessa è stata dimenticata. E le ONG usano l’Italia come propria discarica privata.

Si sono concluse le operazioni di sbarco della nave negriera «Geo Barents» di «Medici senza frontiere» a Napoli. 37 clandestini, tutti uomini, di cui un sedicente minore non accompagnato.

Sono di nazionalità bengalese e tunisina.

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Saranno assegnati nei Centri di accoglienza straordinaria della regione, ad eccezione del minore non accompagnato che è stato preso in carico dal Comune di Napoli perché il governo non ha ancora abrogato la Legge Zampa del Pd che vieta di rimandare i presunti minori dai genitori.

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Per sbarcare in Italia hanno pagato 7.500 dollari a testa.

“Io vorrei restare in Italia, vorrei imparare a cucinare e diventare un cuoco. La mia famiglia è molto povera e io sono partito anche per loro. Un giorno avrò la possibilità economica, sarò tanto ricco da poter pagare loro il biglietto e venire in Italia da me, per tornare a vivere insieme”.

Immigrazione di ripopolamento. Sono talmente poveri da pagare 7.500 dollari a testa, che in Bangladesh sono un patrimonio. Sono figli della classe medio-alta che pagano perché sanno che verranno mantenuti in Itali a vita dai contribuenti. Visto che, tra l’altro, sanno fare alcun lavoro.