Capodanno, rivolta islamica guidata dal trapper tunisino nato a Milano

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Capodanno islamico a Milano, immigrati hanno sparato ai poliziotti – VIDEO

Il leader della rivolta afroislamica nella notte di Capodanno a Milano è il tipico rappresentante dell’immigrazione regolare islamica. Figli di immigrati nato e cresciuto in Italia.

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È Keta il giovanissimo trapper bloccato dalla polizia dopo le violenze di Capodanno nel quartiere islamico di San Siro, dove tra spari, guerriglia e roghi, si è consumata una notte di San Silvestro all’insegna della paura.

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È stato lo stesso Aziz Kheimiri, questo il suo vero nome, a postare un video in diretta sul suo account Instagram, durante le violenze fra via Zamagna e zone limitrofe: nel video Keta riprende un folto numero di giovani immigrati per lo più nordafricani che dà fuoco a rifiuti accatastati e, al contempo, lancia sassi verso le forze di polizia intervenute per ripristinare l’ordine.

Ad un certo punto, durante il video, si nota uno di loro estrarre una pistola e sparare una serie di colpi ad altezza uomo contro le forze dell’ordine.

Ma la confusione non ha coperto il rumore degli spari e non ha ostacolato i controlli degli agenti che, nei giorni successivi, anche analizzando i fotogrammi, hanno identificato in Keta il presunto responsabile del gesto. In una perquisizione dell’abitazione dove il giovane dimora, è stata scoperta e sequestrata la rivoltella. Per Keta è arrivata una denuncia.

Il trapper ha 22 anni, è nato il 13 giugno 2001 a Milano ma ha origini tunisine, infatti se per la trap è Keta, all’anagrafe risponde al nome di Mohamed Aziz Kheimiri. Il 31 dicembre non si trovava nella zona del municipio 7 casualmente ma perché quella è la sua zona ed è dal quartiere San Siro che il giovane è emerso come trapper: insieme a Rondo da Sosa, Baby Gang, Neima Ezza, Kilimoney, Samy, Sacky20148 e altri componenti ha creato il collettivo di artisti di San Siro “Seven Zoo”, riferendosi al municipio di cui fanno parte.

Come lui, altri colleghi del collettivo sono stati bloccati in passato: Keta stesso, dopo la vicenda che lo vede coinvolto per la sparatoria di Capodanno, non è nuovo a denunce di questo tipo. Nell’ottobre del 2021 era stato fermato perché trovato in possesso di un coltello con una lama di dodici centimetri: “Mi sento minacciato, ce l’ho per difendermi”, aveva provato a spiegare alla polizia. La giustificazione non gli aveva evitato una denuncia con l’accusa porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. Nel 2020 era stato denunciato per la stessa ipotesi di reato.




2 pensieri su “Capodanno, rivolta islamica guidata dal trapper tunisino nato a Milano”

  1. beh, allora cosa aspettiamo ad espellere lui, la sua famiglia, tutti i suoi parenti e tutti gli amici: è ora di fare un po’ di repulisti|

    1. Col cazzo….Basta un giudice stronzo,quallche attivista del Pd,le proteste dei buonisti e a questo figlio di cane non gli faranno nulla.Tieni conto che abbiamo anche il sacco bianco che sta a Roma.

I commenti sono chiusi.