Rivolta islamica a Milano, immigrati erigono barricate di fuoco contro polizia – VIDEO

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I milanesi credono che questi soldati di Allah non piomberanno in zona Ztl a fare quello che i loro correligionari hanno fatto nei kibbutz israeliani?
Due anni fa a Milano c’è stato un assaggio: dalle periferie i figli dei migranti islamici sono piombati in piazza Duomo a stuprare le figlie dei milanesi. Quest’anno, per evitarlo, le ragazze hanno disertato la piazza.

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San Siro, il quartiere islamico di Milano dove le baby gang di immigrati cacciano i vecchi italiani

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San Siro Milano, 841 case occupate dagli abusivi e stranieri 6 residenti su 10: il quartiere islamico di Milano ‘grazie’ alla case popolari regalate dal Comune agli immigrati che importano poi i loro figli coi ricongiungimenti familiari. Così nascono le baby gang. Che poi si addestrano ad ammazzare italiani:

Sette custodi in arrivo per riaprire le portinerie dei caseggiati più critici di San Siro, da via Zamagna a via Tracia. Un centro di aiuto in piazzale Selinunte con servizi sanitari, lo sportello d’ascolto per le donne vittime di violenza e ragazzi «sentinella» che cercano di recuperare il rapporto con gli inquilini. E ancora 28 milioni stanziati (grazie al Pnrr e al Cipe) per ristrutturare immobili che cadono a pezzi. Aler muove passi in una delle zone più difficili della sua gestione: basta esaminare i dati, per comprendere. Dei 4.184 alloggi dell’azienda lombarda a San Siro, quattro su dieci non danno alcun reddito (683 sono vuoti, 841 occupati abusivamente): la percentuale — doppia rispetto a quella cittadina, già alta — si traduce in quasi 7 milioni l’anno di mancati introiti.

Invece di liberare le case popolari dai parassiti d’oltreconfine, ecco una pioggia di soldi.

Non va meglio con il 63 per cento del patrimonio affittato regolarmente: il canone medio è bassissimo, 150 euro. E non potrebbe essere altrimenti visto che in base alle assegnazioni, che fino al 2018 anche per Aler erano gestite dal Comune, il 73 per cento delle case è andato a famiglie con un reddito inferiore ai 1.300 euro al mese, casi difficilissimi o di netta indigenza: «Questi canoni non sono sostenibili per il sistema Erp dell’edilizia pubblica. In altri Paesi l’affitto per le case popolari è calcolato in base ai costi di gestione. E se l’inquilino non ce la fa c’è una compensazione a carico dell’amministrazione che investe a fondo perduto», rileva Massimo Bricocoli direttore del Dastu, il dipartimento di architettura e studi urbani del Politecnico.

Il problema è un altro: questi sono tutti immigrati con patrimonio all’estero. Ed è comunque vergognoso che le case costruite dagli italiani vadano agli invasori perché occupino il territorio in modo sempre più capillare.

Due affittuari Aler su dieci sono disabili, altri quattro anziani soli. Se alla fotografia si aggiungono gli abusivi, emergono altre potenziali criticità. Sei residenti su dieci sono di origine straniera e due su dieci hanno meno di 20 anni. “La fascia rimasta scoperta, in particolare, è quella degli adolescenti che le associazioni e l’oratorio, attivissimi con i bambini e le famiglie, in tutto questo tempo non sono riusciti ad agganciare”: il termine ‘agganciare’ è molto freudiano in questo caso, ma non li ‘aggianciano’ perché sono afroislamici, loro all’oratorio ci vanno solo per fare il culo ai preti e derubare.

Molti non studiano e non lavorano, hanno i genitori che rincasano tardi la sera, e stuprano in piazza Duomo a Capodanno. Si sentono stranieri ma molti hanno già la cittadinanza anche senza lo ius soli, per questo è urgente tornare allo ius sanuginis integrale. Vivono la loro quotidianità ai limiti del legale in casermoni dove nessun ‘esterno’ – italiani – è benvenuto e la rabbia contro istituzioni, forze dell’ordine e coetanei di quartieri diversi – italiani – è a livelli esplosivi. Spesso poi si aggiunge una difficile convivenza con gruppi di spacciatori nei cortili che non vedono di buon occhio la loro esuberanza perché attira l’attenzione della forza pubblica.

Il piano del Pd? Buttare più soldi.

Il Comune proverà a convertire il mercato di piazza Selinunte facendone un centro culturale e pensa anche ad aiuti alla scuola Paravia; Regione e Aler muovono qualche passo, i ricercatori di Mapping San Siro del Politecnico si fanno in quattro con sportelli d’ascolto anche a livello legale e studi per evidenziare le criticità. «Negli ultimi quindici anni c’è stato un totale abbandono del quartiere da parte di Regione e Aler — dice Carmela Rozza, consigliera regionale Pd e ex segretaria del sindacato inquilini Sunia —. L’abbandono edilizio si riflette sull’abbandono sociale, chiederò che si faccia una indagine approfondita sulla dispersione scolastica. Qui due anni di pandemia e dad hanno avuto effetti disastrosi». Serve una programmazione sganciata dall’emergenza, rilancia Alessandro Maggioni, presidente della confcoperativa Habitat: «Non si esce da questa situazione se non si coinvolge un privato sociale disposto a gestire almeno alcuni immobili investendo anche risorse proprie sulla sua ristrutturazione».

E sono 6 su 10 perché i restanti 4 sono vecchi lì da decenni. Tra una decina d’anni saranno il 100 per cento se non chiudiamo l’immigrazione e destiniamo le case popolari solo a italiani. Come giusto che sia in Italia.

Questa è la vera invasione. Non i russi dell’est che invadono i russi dell’ovest.




Un pensiero su “Rivolta islamica a Milano, immigrati erigono barricate di fuoco contro polizia – VIDEO”

  1. A parte la vostra ossessione per gli stellati semitici , tutto vero quanto descritto , visto di persona per di più …un enorme banlieu

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