Esercito islamico a Trieste: più di 500 a settimana, strutture piene

Vox
Condividi!

Mentre il governo invia i nostri soldati a pattugliare il deserto dei Tartari nei Paesi Baltici, l’invasore afroislamico irrompe ai nostri confini orientali.

L’inviato di “Fuori dal Coro” è andato nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, punto di snodo per i transiti dall’est

I cosiddetti controlli alla frontiera orientale istituiti dal governo, visto che quando trovano i clandestini questi non vengono rimandati in Slovenia, hanno finito per ridursi nel ridicolo: li trovano e li inviano nei centri accoglienza in Italia. Almeno, prima, non trovandoli, proseguivano il viaggio verso la altri Paesi.

Vox

“Nell’ultima settimana, ieri, oggi. Le persone arrivano sempre”. L’inviato di “Fuori dal Coro” si è recato a Trieste, confine orientale dell’Italia, dove, da mesi, nonostante il recente ripristino dei controlli alle frontiere, non si ferma il flusso di ingressi irregolari di migranti.

“Abbiamo le strutture piene, in tutti i comuni della zona confinaria. Siamo arrivati a punte di 500 persone alla settimana” racconta al giornalista della trasmissione di Rete 4 Paolo Polidori, sindaco di Muggia, preoccupato per la situazione.

Punto di ritrovo, per gli irregolari, è diventato il sylos di Trieste, situato nei pressi della stazione ferroviaria. Una città nella città, praticamente, costituita da tende di fortuna: “Qui siamo circa 300. È come un cerchio: per un migrante che va, ce ne sono due che arrivano”.