Boom di immigrati scrocconi: solo 15% viene a lavorare

Vox
Condividi!

A proposito di questa notizia:

Primo anno di Meloni: meno figli e più immigrati

Gli immigrati aumentano. Ma non vengono a lavorare. Potremmo fare a meno di tutti gli immigrati, anche di quelli che vengono a fare lavori a basso costo ma, di certo, potremmo fare a meno dell’85 per cento di loro che viene a scroccare.

L’85% di chi è entrato in Italia nel 2022 non è entrato per lavorare ma con richiesta di asilo, studio e ricongiungimento familiare. Siamo invasi da un’immigrazione parassitaria. Cosa si aspetta ad abrogare i ricongiungimenti familiari che ci trasformano nel Belgio?

Nel 2022 sono stati rilasciati 449.118 permessi di soggiorno, una cifra che non si registrava da oltre 10 anni.

VERIFICA LA NOTIZIA

La crisi ucraina, con la concessione di quasi 148mila nuovi permessi per protezione temporanea, ha notevolmente contribuito all’incremento. Si è trattato di una situazione straordinaria che ha segnato gli scenari migratori in tutta Europa, con l’arrivo di flussi costituiti in prevalenza da donne e bambini.

Crescono anche i permessi per lavoro e quelli per studio. Questi ultimi registrano un picco di oltre 25mila unità, dato che non si registrava dal 2013. Fingono di venire a studiare per poi rimanere qui.

Al 1° gennaio 2023 i cittadini non comunitari con regolare permesso sono oltre 3 milioni e 700mila.

Esclusa l’“eccezionalità” legata alla guerra in Ucraina, il totale complessivo dei permessi rilasciati ammonta a 300.474, la cifra più elevata di nuovi ingressi registrata negli ultimi 10 anni (per trovare un ammontare annuale di arrivi più alto – pari a 361.690 – bisogna risalire al 2011).

Vox

Sono cresciuti in particolare i permessi rilasciati per motivazioni connesse all’asilo e alla protezione (+74,5%, senza considerare quelli rilasciati ai cittadini ucraini). In pratica clandestini.

A ottenere permessi per richiesta asilo nel corso del 2022 sono soprattutto i cittadini del Bangladesh e del Pakistan. Per queste due comunità straniere sono stati emessi rispettivamente 9.616 e 8.396 documenti di soggiorno per asilo e altre forme di protezione. Seguono a distanza, dopo gli ucraini, gli egiziani con quasi 5mila permessi per motivi connessi all’asilo. In generale queste quattro cittadinanze coprono circa il 53% dei permessi rilasciati per motivi di asilo o protezione internazionale.

Diamo asilo a islamici pakistani, bengalesi ed egiziani.

Sul cancro dei finti minori può stimare che siano 9mila i minori inviati dai genitori a scroccare in Italia durante il 2022. Molti sono di origine egiziana, seguono gli ucraini, gli albanesi e i cittadini del Bangladesh. Da sottolineare che, mentre per i minori ucraini non accompagnati l’età media è molto bassa, inferiore ai 13 anni, per i giovani albanesi ed egiziani che arrivano da soli è di poco inferiore ai 17 anni mentre per i ragazzi in arrivo dal Bangladesh è di 17,8 anni.

I motivi di lavoro, in aumento, rappresentano comunque solo il 15% dei nuovi permessi rilasciati nel 2022. Il che dimostra che l’Italia è invasa da scrocconi che arrivano con i ricongiungimenti familiari, finto studio e barconi.

Il problema è che gli ingressi per lavoro non sostituiscono gli altri, si sommano.

Sono diverse le modalità con cui i cittadini non comunitari hanno ottenuto un permesso per lavoro. Nel 72,6% dei casi – quasi 49mila permessi – si è trattato di autorizzazioni emesse a seguito della famigerata sanatoria Bellanova del 2020. L’esame delle domande di emersione è avvenuto, infatti, molto lentamente cosicché numerosi clandestini non comunitari hanno visto accettata la propria istanza solo nel 2022.

A questi vanno aggiunti poco meno di 10mila permessi per lavoro dipendente e circa 3.200 permessi stagionali.

Agli scrocconi si aggiungeranno nei prossimi tre anni altri 500mila immigrati grazie al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante la “Programmazione dei flussi d’ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2023-2025”, che prevede circa 450mila ingressi, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri.