La tua donna non è tua è di tutti: dal WEF a Gino Cecchettin

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Le parole non sono innocue. La distorsione delle parole è distorsione della realtà:

Gino Cecchettin parte dal dizionario: “La mia donna non si dice”

Non posso dire mia moglie, perché mia moglie è di tutti. Questo è il messaggio, di cui, probabilmente, Gino neanche si rende conto di essere portatore involontario.

Ed è il messaggio che sta dietro l’ideologia del nuovo comunismo propagandata dal WEF:

La sinistra vuole abolire la proprietà privata: “Porta al femminicidio”

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Che è il comunismo 2.0 della condivisione: di tutto, dalle cose fino ai sentimenti. Il loro nemico è il cosiddetto patriarcato perché il loro nemico è la famiglia. Ed è la famiglia perché questo istituto naturale è alla radice della classe media e della democrazia. Che loro puntano a dissolvere.

Famiglia nucleare, proprietà privata e democrazia sono elementi tra loro legati in modo intrinseco. Non possono essere sciolti. Ed è proprio questo il loro obiettivo: quello di disarticolare la famiglia con l’obiettivo di erigere la società della condivisione. In cui nulla è tuo, neanche i sentimenti, e tutto è condiviso: dall’auto fino alla donna (o all’uomo). Neanche i figli saranno tuoi, saranno invece della società che li educherà alla ‘condivisione’.

Una sorta di comune sessantottina globale. Ma, attenzione: loro possiederanno tutto, anche voi. Le cose che erano vostre. E le donne che erano vostre.




15 pensieri su “La tua donna non è tua è di tutti: dal WEF a Gino Cecchettin”

  1. Il formaggino ‘Mio’ quindi cambierà nome in ‘Nostro’, oppure ‘Di Tutti’…

    Ma andate a cagare nel Reno, sfigati. E fatevi degli hobby, pazzoidi.

I commenti sono chiusi.