Diminuiscono i reati contro le donne nel 2023: femminicidio bufala mediatica

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Ennesima conferma: il cosiddetto ‘femminicidio’ e il ‘patriarcato pregno della cultura dello stupro’ vaneggiato dalla sorella con l’anello al naso sono emergenze meramente mediatiche. Necessarie a creare un clima per una rottura sociale.

Basti guardare le ospitate di Gino Cecchettin. Il cadavere di Giulia usato come un feticcio dai media di distrazione di massa.

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Il report elaborato dal Servizio analisi criminale presentato questa mattina alla Direzione centrale Polizia criminale racconta una realtà che confligge apertamente con la propaganda mediatica. Stando alla banca dati delle forze dell’ordine, i reati contro le donne, già ai minimi in Italia rispetto al resto d’Europa, sono ulteriormente diminuiti nei primi nove mesi del 2023: la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia e lo stalking.

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In particolare si legge ne ‘Il Punto – Il pregiudizio e la violenza contro le donne”, sono diminuiti del 13% rispetto all’anno prima gli atti persecutori (stalking), reato che colpisce anche gli uomini nel 26% dei casi; sono diminuiti del 12% i maltrattamenti contro familiari e conviventi, che interessano anche gli uomini nel 19% dei casi; e sono diminuite del 12% le violenze sessuali che nel 91% dei casi ha come vittime le donne.

Sono 109, conta il Viminale, le donne uccise fino al 3 dicembre, 90 in ambito familiare/affettivo, 58 da partner/ex (dato stabile, anzi in diminuzione). Il che dimostra che gran parte dei ‘femminicidi’ dipende dalla legge Basaglia che abbandona i figli malati di mente alla sola famiglia.