Senzatetto morto a Genova fratello del terzo senegalese più ricco

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“Seydou era mio marito, anche se eravamo separati. Sapevo che era andato a Rimini. Ma da un anno non avevo sue notizie. Non era un clochard, sto cercando di capire cosa gli sia successo da quando non lo sentivo più”.

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E’ quanto dice tal Maranna Lunardoni, moglie di Seydou Diallo, l’africano di 62 anni (e non 72 come emerso in un primo momento) trovato morto su una panchina davanti alla stazione Principe di Genova la notte tra il 4 e il 5 dicembre.

“Siamo stati sposati per 15 anni – continua la donna – e abbiamo lavorato insieme in tanti paesi africani con diverse Ong. Era arrivato in Italia negli anni ’80. Era laureato. Suo fratello è il terzo uomo più ricco del Senegal e all’inizio ci aiutavano. Ma aveva un problema di dipendenza dall’alcol per questo ha perso tantissimi lavori. E anche per l’alcol poi ci siamo separati”.

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Ieri la Caritas diocesana aveva lanciato un allarme sulla carenza di posti per accogliere i senzatetto. Beh, aumentate i posti in Senegal o usate i soldi che regalati a Casarini per pagarsi le vacanze.

“Mi chiedo come sia finito così. Mi ha avvisato la Polfer che lo ha identificato dalle impronte. Ma non riesco a capire come mai lui stesso non abbia mai fatto il mio nome per essere aiutato”, ha detto ancora.