Continuano a sbarcare islamici a Lampedusa

Vox
Condividi!

Gli sbarchi di scrocconi continuano a Lampedusa.

VERIFICA LA NOTIZIA

Un gruppo di 56 islamici è riuscito a raggiungere direttamente l’isola e i carabinieri lo hanno rintracciato solo quando erano già sulla spiaggia, poco prima della mezzanotte, a Cala Francese.

I clandestini sono tutti maschi in età militare, tranne 4 donne, ovviamente incinte sul lavoro.

Vox

Arrivano da Pakistan, Etiopia e Bangladesh, hanno riferito di essere partiti dalla Libia.

E’ stato disposto il trasferimento nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove prima del loro arrivo erano rimasti appena 9 ospiti perché il migliaio sbarcato nei giorni scorsi è già tutto nelle vostre città.




10 pensieri su “Continuano a sbarcare islamici a Lampedusa”

    1. Non credere felice chi dipende dal benessere materiale
      Epistole morali a Lucilio, 98, 1

      ”[5] «O infelice colui che prova piacere dal grosso registro del suo patrimonio, dalle vaste distese di terre da far coltivare agli schiavi, dalle immense mandrie di bestiame, che per pascolare hanno bisogno di province e regni, delle schiere di schiavi più numerose degli eserciti di nazioni bellicose, dagli edifici privati che superano in estensione grandi città!
      [6] «Quando avrà ben guardato tutte queste cose nelle quali ha impiegato e profuso le sue ricchezze e si sarà insuperbito, confronti tutto quello che ha con quello che desidera: è povero. Lasciami andare e restituiscimi a quelle ricchezze che mi sono proprie; il regno che conosco è quello della saggezza, che è grande e sicuro […]»
      Seneca, I benefici, VII, 10, 5-6, Bompiani, pagina 477, traduzione di Monica Natali.

      Saper godere della prosperità è la felicità più grande
      Seneca, Monita, 186

      I fascisti convintamente ripudiavano il nazionalismo!
      I fascisti erano convintamente anti-nazionalisti!

      Anche l’associazione di Enrico Corradini e di Luigi Federzoni era convintamente imperialista.
      Quindi era convintamente anti-nazionalista.
      Perfino loro non sapevano che cosa sia l’autentico nazionalismo!

      ://www.ilprimatonazionale.it/cultura/la-forza-viva-della-nazione-perche-tornare-a-leggere-enrico-corradini-268202/

      ://www.ilprimatonazionale.it/cultura/unita-e-la-potenza-delle-nazioni-enrico-corradini-256550/

      Questa ottima biografia di Roberto Ricci lo evidenzia
      ://www.treccani.it/enciclopedia/roberto-ricci_%28Dizionario-Biografico%29/

      «Crediamo nell’assoluto politico, che è l’impero: aborriamo chi lo nomina invano»
      Berto Ricci, L’Universale, Anno 1, n. 1, 3 gennaio 1931

      Lettera del 3 aprile 1938 inviata agli ex-collaboratori de “L’Universale” in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 169-87, in particolare:
      “Il Nazionalismo […] o si risolve in Universalismo o si decompone in Razzismo. […] Rispetto e simpatia per la nazione tedesca e per la rivoluzione nazionalsocialista; avversione assoluta all’ideologia razzista e specialmente a qualunque sua introduzione in Italia” pag. 182

      Pag. 162: “Uno dei punti sui quali ci dobbiamo impegnare è la lotta al razzismo perché, in una visione universale del fascismo, l’ascaro fedele è uguale a noi, è nostro fratello. […] In una visione imperiale la discriminazione razziale non è concepibile.”
      ://it.wikipedia.org/wiki/Berto_Ricci#:~:text=87%2C%20in%20particolare%3A%20%22-,Il%20Nazionalismo,-%5B…%5D%20o%20si%20risolve

      L’idea di gettare via il bambino con l’acqua sporca e chiudersi a riccio rispetto a qualsiasi Europa, che vedo serpeggiare con inquietante frequenza nel milieu sovranista, mi vede invece ferocemente contrario
      ://www.ildetonatore.it/2020/08/05/lintervista-adriano-scianca-direttore-di-il-primato-nazionale-dialoga-con-davide-cavaliere-di-nazione-europa-e-m-amico-dei-filosofi/

      ”Le parole con cui Ricci fulmina l’errore nazionalistico non ammettono repliche: esso «ci riduce a campar di ripicchi e di dispetti, ci fa simili alla Serbia e al Paraguay» [257]. Inoltre «è egualitario, da buon figlio dell’Ottantanove, e per lui basta essere nati fra certi limiti geografici per aver cittadinanza piena e intera» [258]. Soprattutto il nazionalismo è intrinsecamente reazionario:

      L’idea di rivoluzione, anche nel senso strettamente politico oltre che in quello estetico e morale, è estranea al nazionalismo, il cui ideale è e sarà sempre l’ordine pubblico, ossia l’ideale de’ questurini. [259]

      Tutto questo ci porta alla terza fase, quella dello spirito dell’Italia, ovvero al momento in cui l’italianità si autocomprende pienamente e, diventando se stessa, si autotrascende in qualcosa di più grande. È la fase imperiale. Questo è un punto su cui Ricci insiste moltissimo: se il nazionalismo è da rigettare è proprio per la sua dimensione ottocentesca, quindi territoriale, rivendicativa, sciovinista, conservatrice. Lo stesso irredentismo, che pure molto ha dato alla storia e all’identità italiana, va per Ricci dialetticamente superato e ricompreso in una dinamica più grande:

      L’irredentismo è una nobile bandiera, la patria non può dimenticare le sue terre e i suoi figlioli, ma a noi sembra che quelle minoranze, in Italia, le quali hanno continuamente in bocca Nizza, Dalmazia e Corsica e Savoia […] non rendano un buon servizio alla causa italiana. Quello che oggi va predicato ai giovani e infuso nel cuore del popolo fascista è l’istinto e la volontà della potenza, e, in una parola, il primato. Tutto il resto è dettaglio, o è strumento; tutto il resto ha da rientrare come «particolare» nel grande insieme della nazione che si fa impero: guai a perdere di vista i massimi sistemi e a smarrire lo sguardo su scopi secondari. [260]

      Italianità e universalità, in questa visione, finiscono per coincidere:

      A questo nome d’italiano io non credo debba assegnarsi un significato di nazionalismo stretto, anzi all’opposto un suono imperiale e di generosa umanità. Non sta agli uomini di Mussolini essere nazionalisti, come sono i galli degenerati [in verità, i francesi sono sempre stati furiosissimi imperialistoni]: né si può fondare e spargere una civiltà se non si è universali. [261]

      […]

      Si tratta, insomma, di un’esortazione giobertiana a innalzarsi sopra se stessi, a divenire guida delle nazioni [noi Italiani dobbiamo essere la guida di noi stessi, solamente di noi stessi]. A essere bandiera in cui possa riconoscersi anche chi italiano per nascita non lo è. Il nazionalismo […] è il culto geloso del proprio orticello, il ripiego narcisistico su se stessi. L’impero è invece un principio regolatore di rapporti internazionali, in un quadro aperto ai grandi spazi. […] per Ricci l’evoluzione imperiale [l’ultraregressione apolidista], sulla scorta dell’esempio romano, doveva necessariamente contemplare un atteggiamento inclusivo verso le altre culture. «Niente è stupido e poco italiano come l’intolleranza, il disprezzo preconcetto verso gli stranieri, e il volersi chiudere nel guscio» [263]. […] essendo la sua logica sempre imperiale, ovvero ordinata e gerarchica. […]
      la dinamica ben descritta da Evola, quando quest’ultimo parlava di «valori universali ai quali una determinata nazione o stirpe si è elevata attraverso la potenza di superare se stessa» [???] [264]. C’è quindi la possibilità che un popolo riesca trascendere la propria dimensione naturalistica (senza però negarla), arrivando a farsi guida delle altre genti [questo modo lo hanno trovato gl’Israeliti?]. Non diversa era la missione imperiale e universale che Berto Ricci accordava al Fascismo, da lui considerato «un moto cosmopolita come sono le cose d’Italia, assimilatore e unificatore di popoli», ispirato all’essenza di Roma «che non è quella di contrapporsi ai barbari ma di farli cittadini»[265]. Anche se, di nuovo, il mutato Zeitgeist [spirito del tempo] non deve portare a letture fuorvianti rispetto a parole come queste, che sono un inno alla conquista, non all’arrendevolezza; all’ordine, non al disordine.”
      Adriano Scianca, ”La nazione fatidica”, Altaforte Edizioni, pagine 149-51.

      [257] Errori del nazionalismo italico, op. cit., p. 30.
      [258] Ivi, p. 33
      [259] Ivi, p. 34
      [260] L’Universale, Ottobre 1931.
      [261] Berto Ricci, Lo scrittore italiano, op. cit., p. 19.
      [263] Berto Ricci, Lo scrittore italiano, op. cit., p. 19.
      [264] Julius Evola, Universalità imperiale e particolarismo nazionalistico, ”La Vita italiana”, a. XIX, n. 217, aprile 1931.
      [265] Manifesto realista, L’Universale, 10 gennaio 1933.

      Manifesto regressista

      Notiamo le stridenti contraddizioni:
      Il nazionalismo dev’essere rigettato perché il suo ideale è l’ordine pubblico, l’imperialismo è ottimo perché è il suo ideale è l’ordine, non il disordine.
      Altra contraddizione stridente: prima cita Giacomo Leopardi che condanna l’apolidismo, poi Berto Ricci che fa l’apologia della cittadinanza universale.

      È devastante, è catastrofico, è italicida rinchiudersi a Berto-Ricci

      Il fascismo fu convintamente ripudiatore del nazionalismo leopardiano.
      Il fascismo fu un imperialismo patriottico, un imperialismo tradizionale.

      Redentisti! convintamente condanniamo il nanismo imperiale! il nullismo apolidista! l’italofagia meticcionista! l’italicidità apolidista!

      ://italiacoloniale.com/2022/02/03/colonialismo-quel-destino-africano-inaccettabile-retorica-fascista/

    2. Israele è il nostro Redentore.
      Grazie a Israele guariremo dalla truculenta, italicida, italofaga adorazione dell’apolidia.
      Grazie a Israele profligheremo l’italicidità dall’Italia.
      Grazie a Israele profligheremo l’italofagia dall’Italia.
      Israele è la nazione la più potente del mondo, perché è la nazione che più di tutte ama, che più di tutte è unita, che più di tutte è moralmente matura e nazionalmente armoniosa.

      1. Se il mio connazzionale è un accoglione, per me deve morire, e pure male.
        Tanto per dirne una, ma la lista è lunga su sti’ coglioni dei miei beotissimi connazzionali tutta fuffa/smartphone/suv/vax e più scemenze ne hanno e più ne mettono…

    3. tanto da invitare quella c.d. occidentale a difendere i propri valori, che sono e rimangono quelli di portata universale.”

      Portata ”universale”?!?
      Perché ”cosiddetta”?!?

      Gl’imperialisti, gli apolidisti sono autistici, si rinchiudono a riccio, si rinchiudono a Berto-Ricci, si ripiegano autisticamente su se stessi, si barricano in se stessi, s’imprigionano in se stessi, perché assimilando gli stranieri o mescolandosi cogli stranieri, distruggono le differenze, meticciandoli culturalmente o meticciandosi geneticamente, annullano le alterità, annientano le diversità, e senza l’alterità, senza la diversità, non esiste la nostra identità nazionale.
      S’incarcerano in una solitudine autistica, ferocissima, italicida, italofaga.

      Esistono svariati autismi.
      L’apolidismo è una forma di autismo.
      L’ultraregressismo è violenta schizofrenia.

      1. ://voxnews.info/2023/10/30/corano-incompatibile-con-il-nostro-futuro/comment-page-1/#comment-195258

  1. È orribilmente mostruoso, è atrocemente vergognoso che sia totalmente proibito, in parlamento e nel dibattito pubblico, perfino la proposta della costruzione dei rifugi antiatomici privati e pubblici e dell’accumulo di scorte di cibo e di medicine.
    Per colpa dell’italicida ultra-infantilismo! dell’italicida super-irresponsabilità!

I commenti sono chiusi.