Spacciatori africani sequestrano italiano: soldi in cambio liberazione

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Ennesimo crimine commesso da minori non accompagnati trasferiti da Lampedusa al resto d’Italia. O da figli di immigrati arrivati in Italia con ricongiungimenti familiari.

I fatti risalgono allo scorso luglio e danno l’idea di uno spaccato della vita per molti inimmaginabile che si svolge nel Tigullio, mai rappresentata dalla politica, che corre parallela a quella tradizionale. Eppure il delitto del giovane egiziano mutilato e gettato in mare; il delitto maturato nel quartiere San Siro di Santa Margherita Ligure, probabilmente per legittima difesa; il giovane che parte da Lavagna e uccide a Genova maturato nel mondo della prostituzione maschile, dovrebbero far riflettere.

L’epilogo dell’episodio avvenuto a luglio, ha visto gli uomini del commissariato di Chiavari arrestare, su mandato della Procura, due extracomunitari sui vent’anni, uno abitante a Chiavari, l’altro a Lavagna, per sequestro di persona e aggressione nei confronti di un coetaneo italiano. Lo avevano aggredito, picchiato, sequestrato fino a che la sua famiglia non ha pagato un credito di circa mille euro per acquisto di droga. I due stranieri, ancora minorenni, avrebbero precedenti per taglieggiamento di coetanei.

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Tutto ciò è normale? Qualcuno ha invocato un tavolo tecnico per studiare, intervenire, limitare il fenomeno che non sembra più limitato allo microcriminalità. Le forze di polizia non possono da sole risolvere il problema; un ruolo importante lo hanno i servizi sociali. Sono adeguati?

Chiavari: sequestro e aggressione, arrestati due ragazzi extracomunitari