Giulia Cecchettin, la sorella insiste: “Tutta colpa del patriarcato”

Vox
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Elena Cecchettin torna ad usare i social per fare propaganda alle sue bizzarre tersi col cadavere ancora caldo della sorella.

“Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto. L’assassino di mia sorella viene spesso definito come mostro, invece mostro non è. Un mostro è un’eccezione, una persona esterna alla società, una persona della quale la società non deve prendersi la responsabilità. E invece la responsabilità c’è. I ‘mostri’ non sono malati, sono figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro. La cultura dello stupro è ciò che legittima ogni comportamento che va a ledere la figura della donna, a partire dalle cose a cui talvolta non viene nemmeno data importanza ma che di importanza ne hanno eccome, come il controllo, la possessività, il catcalling. Ogni uomo viene privilegiato da questa cultura – continua -. Viene spesso detto ‘non tutti gli uomini’, ‘tutti gli uomini no, ma sono sempre uomini. Nessun uomo è buono se non fa nulla per smantellare la società che li privilegia tanto”.

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“E’ responsabilità degli uomini in questa società patriarcale dato il loro privilegio e il loro potere, educare e richiamare amici e colleghi non appena sentano il minimo accenno di violenza sessista. Ditelo a quell’amico che controlla la propria ragazza, ditelo a quel collega che fa catcalling alle passanti, rendetevi ostili ai comportamenti del genere ormai accettati dalla società che non sono altro che il preludio del femminicidio. Il femminicidio è un omicidio di Stato, perché lo Stato non ci tutela, perché non ci protegge. Il femminicidio non è un delitto passionale, è un delitto di potere. Serve un’educazione sessuale ed affettiva capillare, serve insegnare che l’amore non è possesso. Bisogna finanziare i centri antiviolenza e bisogna dare la possibilità di chiedere aiuto a chi ne ha bisogno”.

Questi fanatici vogliono i soldi. I centri antiviolenza sono il nuovo business delle coop.

Per curiosità, vorremmo sapere verso chi rideva mentre lo zio in televisione parlava della sorella morta poche ore prima e il significato di quel gesto. Ovviamente non crediamo alla tesi del satanismo.




4 pensieri su “Giulia Cecchettin, la sorella insiste: “Tutta colpa del patriarcato””

  1. L’imposizione di norme comportamentali obbligate, come pretende la sinistra mondialista più becera, cozza contro l’affermazione del libero pensiero critico individuale, che va preservato. E’ sempre la solita solfa, il solito tentativo di imporre la loro “legalità” contro l’autonomia di giudizio e di scelta.
    L’omicidio, che si chiami femminicidio o maschicidio, è e resta un reato gravissimo, e come tale va perseguito ed analizzato singolarmente, nel contesto psicologico e psichiatrico in cui è maturato.

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