Padova, ragazza stuprata da nigeriano

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In una società patriarcale una donna non rivolgerebbe parola ad uno sconosciuto nigeriano. Nella società femminista sì.

Essere stuprata. E non ricordare nulla, perché di quello sfregio all’intimità sono rimasti solo dei segni, lesioni alle parti intime che il referto medico del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera ha qualificato come «compatibili con un rapporto sessuale violento».

È la drammatica esperienza che sarebbe stata vissuta da una 28enne francese nella notte tra il 19 e il 20 novembre scorso. Una 28enne ospite di un b&b vicino alla Basilica del Santo con un 35enne nigeriano ma sempre con passaporto transalpino, che aveva prenotato una camera separata, ora indagato per violenza sessuale.

L’uomo già lunedì è decollato dall’aeroporto di Milano diretto a Parigi, anticipando di un giorno la partenza che era prevista per il giorno successivo dal Marco Polo di Venezia.

Lunedì, infatti, la ragazza si era già rivolta in questura per presentare una denuncia. L’inchiesta è stata avviata dal pm padovano Sergio Dini mentre gli accertamenti sono stati affidati alla Squadra mobile.

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Un passo indietro. I due si erano conosciuti nella capitale francese. La giovane arriva a Padova nel fine settimana per affrontare un casting come modella su indicazione del 35enne che lavora in quel mondo e da lei conosciuto solo con il nome di battesimo. L’appuntamento è in città dove, nella serata di domenica, i due cenano in un ristorante. Poi entrambi raggiungono il b&B prenotato dall’uomo, due stanze separate per trascorrere la notte in attesa del casting. Prima di andare a dormire, la proposta di bere qualcosa insieme in una delle stanze. La ragazza si fida: l’ambiente è tranquillo e l’interlocutore fa un po il “piacione” ma senza esagerazioni e mai andando oltre il limite. Lei sorseggia un po’ di vino poi beve dell’acqua minerale da una bottiglietta. Subito dopo si sente “strana”: avverte un’improvvisa stanchezza e giramenti di testa, infine è il buio.

Un buio totale fino all’indomani quando si risveglia nel letto della sua stanza: è nuda e sente un forte dolore. Alza le coperte e vede sangue: ha perdite alle zone dei genitali. Si alza, a fatica e, a quel punto, spaventata decide di andare subito al Pronto soccorso. Il risultato della visita sembra non lasciare spazio a dubbi: le ferite potrebbero essere il frutto di un rapporto sessuale violento di cui lei non ha il minimo ricordo. Dunque sarebbe stata stuprata mentre era priva di sensi. Forse nell’acqua che aveva bevuto era stata sciolta qualche sostanza? Su consiglio del personale sanitario la 28enne si rivolge in questura e firma una denuncia.

Viene informato il magistrato di turno, il pm Dini, e la polizia si precipita nel b&B. Del 35enne franco-nigeriano non c’è più traccia, tuttavia grazie all’avvenuta registrazione viene identificato, scoprendo che ha un volo in partenza da Venezia per Parigi prenotato per l’indomani. Nella struttura ricettiva vengono anche sequestrate bottiglie e bicchieri con l’obiettivo di verificare se alla ragazza, tramite gli esami di laboratorio, è stata somministrata qualche sostanza stupefacente o qualche barbiturico. Soltanto martedì, quando il 35enne non si presenta all’imbarco dell’aeroporto veneziano, si scopre che aveva preso il volo per la Francia lunedì stesso.

Padova, ragazza stuprata da nigeriano




Un pensiero su “Padova, ragazza stuprata da nigeriano”

  1. Torneranno a doversi mettere le cinture di castità per non essere violentate: altro che libertà sessuale, la natura le rimetterà al posto sto loro, senza padre padrone o maschio arcaico torneranno carne da macello.

I commenti sono chiusi.