90enne ridotta in fin di vita da africano: le ha spaccato le ossa ma è libero

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Piombino, signora di 90 anni ridotta in fin di vita durante una violenta rapina: l’aggressore è un senegalese che inspiegabilmente è ancora a piede libero.

Il senegalese sarebbe pure l’autore di diversi scippi avvenuti in quella zona della città.

La nipote dell’anziana: “Chi ha aggredito mia nonna è in giro: rischio di vederlo ancora sotto casa”.

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Lo sguardo vaga tra il portone di casa dei suoi nonni e l’asfalto di via Roma. Corso Italia, il cuore pulsante della città dove si sta svolgendo l’abituale mercatino del sabato, è solo a pochi passi. «Ancora non riesco a capire come sia stato possibile: se ripenso a mia nonna in mezzo alla strada, con le ossa rotte mentre piange dal dolore, devo sforzarmi per trattenere la rabbia. Perché il rischio è di passare dalla parte del torto. Alla fine resta solo tanta amarezza».

A parlare è Elena De Meo, 33 anni, titolare di un’attività di estetista in via Pisacane e nipote di Luana Stefanelli, la donna di 90 anni rapinata venerdì tra le 12,30 e le 13 davanti al portone della propria casa in via Roma, in centro a Piombino. Le condizioni dell’anziana donna restano ancora molto gravi dopo che il ladro, strattonandola con violenza per strapparle la borsa a tracolla, l’ha fatta cadere a terra. Fuggendo a gambe levate, mentre la 90enne è rimasta dolorante sull’asfalto insieme al marito Giancarlo (coetaneo), il primo a prestarle soccorso in attesa dell’arrivo dell’ambulanza e delle forze dell’ordine. «Ha subito la frattura scomposta del bacino – racconta la nipote – oltre alla rottura di tre vertebre e una frattura al braccio. E tutto questo, ai danni di una signora di 90 anni, ha provocato ulteriori complicazioni: mia nonna ha rischiato di morire per quello che è successo e purtroppo le sue condizioni sono ancora gravi perché i medici la tengono in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva di Livorno, dove è stata trasferita d’urgenza da Villamarina. Ho paura di quello che le può succedere – spiega – e delle ripercussioni che potrà avere anche mio nonno, che ha assistito a tutto senza poter far niente: sono una coppia che sta insieme da tutta la vita, avevano 12 anni quando si sono conosciuti e non si sono mai separati. Mia nonna fino a due giorni fa era una donna in gamba, vivace: da tutta questa storia come ne uscirà?».

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Piombino, che oltre ad aver acquisito le testimonianze di chi era presente venerdì in via Roma stanno raccogliendo ogni genere di elemento da presentare poi al giudice con la richiesta di custodia in carcere per il responsabile. Che è stato identificato dalle forze dell’ordine – dalle prime indiscrezioni, sembra che siano riconducibili a lui i recenti scippi (quattro dall’inizio del mese) avvenuti in centro a Piombino – ed è ben conosciuto anche dai residenti. «Rischio di vederlo ancora in via Roma o nelle strade vicine – racconta De Meo – è una cosa inconcepibile: i miei nonni hanno sempre fatto beneficenza, se avesse chiesto loro dei soldi probabilmente glieli avrebbero pure dati, o qualcosa da mangiare. Nessuno di noi, men che meno mia nonna, avrebbe potuto aspettarsi una cosa del genere. Per giunta all’ora di pranzo. Più ci penso e più non riesco a crederci».

La paura e la preoccupazione, nella voce della 33enne, superano anche la rabbia. «Ci sentiamo ostaggi nella nostra città – commenta amareggiata De Meo –, io ora ho timore se mio babbo porta fuori il cane. Ma io stessa, quando chiudo il negozio, ora sto molto più attenta, cerco di tornare a casa in fretta. Non è possibile vivere con questa paura addosso. E la colpa è di pochi individui che vivono in condizioni di degrado e che continuano ad agire indisturbati, dato che la legge non riesce a trattenerli. Quando mio nonno è tornato dalla caserma era scoraggiato – conclude – perché ha capito che avere giustizia per quanto successo sarà comunque difficile. Ma ormai Piombino è cambiata: fino a pochi anni fa si stava con le chiavi nella porta senza problemi, ora si respira un’aria “brutta”. Ai tabacchini si vendono spray al peperoncino a scatole intere. La gente è esasperata e il rischio che la cosa degeneri purtroppo è dietro l’angolo».

90enne ridotta in fin di vita da africano

Evidentemente la procura di Livorno, competente per la zona, ha altri impegni. Non può certo ordinare l’arresto degli africani che massacrano le vecchine.

Non persegue neanche gli africani del Pd che occupano case da decenni: