Lo stupro in diretta al telefono: vittima pedinata un’ora dagli africani

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Emergono nuovi particolari sullo stupro di una ragazzina di Arzachena, fatti avvenuti lo scorso 21 ottobre in una via del centro storico della cittadina:

Stupratori africani entrati in Italia dall’Austria

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Stando agli atti delle indagini del pm di Tempio, Alessandro Bosco, mentre la giovane urlava e chiedeva aiuto (un immigrato africano stava cercando di sbottonarle i pantaloni), il fidanzato (che era stato immobilizzato) è riuscito a premere il tasto delle chiamate dello smartphone.

Il ragazzo aveva il telefono in tasca, il primo numero in memoria era quello di un amico. La telefonata è partita e il destinatario, che non era solo, ha sentito tutto quello che stava avvenendo. In particolare, le urla e le parole della ragazza contro il suo aggressore, sino a quando la giovane è riuscita a liberarsi dalla presa. Altra circostanza al vaglio degli investigatori, il pedinamento della coppia da parte dei tunisini durato quasi un’ora, prima della violenza sessuale.

I due immigrati di cittadinanza tunisina indagati, per i quali è stato disposto il carcere, oggi non hanno risposto alle domande del gip di Tempio.