Vannacci rivendica il diritto ad odiare il nemico

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Odiare è ciò che distingue l’uomo dall’ameba. Solo chi non ama non odia, perché ha nulla da difendere. L’odio, più di ogni altro sentimento, è stato decisivo nelle nostra evoluzione da scimmia ad essere umano.

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Il buonismo, che può avere tratti patologici, è come muore una civiltà.

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Una Casa dell’Energia gremita ha accolto il generale dell’esercito italiano Roberto Vannacci (nella foto) e il suo discusso libro “Il Mondo al Contrario” in occasione della presentazione organizzata dall’associazione Cultura Nazionale. “La cultura è conoscenza, approfondimento ed anche dibattito” ha esordito il presidente Cristiano Romani. Poi la parola a Vannacci: “In un paese libero e democratico come l’Italia stupisce che sia necessario uno spiegamento di forze dell’ordine di questo tipo per presentare un libro, però loro rappresentano la Costituzione e la Repubblica e questa è una risposta, in parte, a chi invece ritiene che il mio libro offenda sia la Costituzione che la Repubblica”. Nessuna protesta fuori dalla Casa dell’Energia. L’autore ha voluto replicare a chi l’aveva criticato a distanza (in mattinata alcune associazioni avevano organizzato una conferenza stampa sulla costituzione). “Sono un generale in servizio, se violassi la Costituzione sarei in galera”. Parlando del suo libro ha trattato alcuni dei concetti. Come quello della normalità: “Dire che qualcuno non è normale non è un’offesa. Significa solo che è al di fuori di queste norme: io stesso, mi sono sempre considerato abbastanza “anormale”. E ancora del cosi detto “diritto all’odio”: “Io non posso provare amore di fronte allo stupro di bambini ad esempio. Provo odio. Ma in quanto essere umano uso la ragione e così impedisco che questo sentimento si trasformi in azione delinquenziale – ha spiegato – Spero che quando leggerete il mio libro anche voi lo criticherete. Anche aspramente, ma con opinioni oneste. Perché purtroppo fino adesso chi lo ha criticato nel 95% dei casi non lo aveva letto”.




7 pensieri su “Vannacci rivendica il diritto ad odiare il nemico”

  1. ”1°, L’uomo non si potrà mai (come nessun vivente) spogliare dell’amor di se stesso, né questo dell’odio verso altrui. Riconcentrato il potere, tolto agl’individui quasi del tutto il far parte della nazione, […] l’individuo ha trovato e veduto il ben comune come diviso e differente dal ben proprio. Dovendo scegliere, non ha esitato a lasciar quello per questo. […] Sparite effettivamente le nazioni e l’amor nazionale, s’è spento anche l’odio nazionale, e l’essere straniero non è più colpa agli occhi dell’uomo. S’è perciò spento l’odio verso altrui, l’amor proprio? allora si spegnerà quando la natura farà un altro ordine di cose e di viventi. La fola dell’amore universale, del bene universale, col qual bene ed interesse, non può mai congiungersi il bene e l’interesse dell’individuo, che travagliando per tutti non travaglierebbe per sé, né per superar nessuno, come la natura vuol ch’ei travagli; ha prodotto l’egoismo universale. Non si odia più lo straniero? ma si odia il compagno, il concittadino, l’amico, il padre, il figlio; ma l’amore è sparito affatto dal mondo, sparita la fede, la giustizia, l’amicizia, l’eroismo, ogni virtù, fuorché l’amor di se stesso. Non si hanno più nemici nazionali? ma si hanno nemici privati, e tanti quanti son gli uomini; ma non si hanno più amici di sorta alcuna, né doveri se non verso se stesso. Le nazioni sono in pace al di fuori? ma in guerra al di dentro, e in guerra senza tregua, e in guerra d’ogni giorno, ora, momento, e in guerra di ciascuno contro ciascuno e senza neppur l’apparenza della giustizia e senz’ombra di magnanimità o almeno di valore, insomma senz’una goccia di virtù qualunque, e senz’altro che vizio e viltà; in guerra senza quartiere; in guerra tanto più atroce e terribile, quanto è più sorda, muta, nascosta; in guerra perpetua e senza speranza di pace. Non si odiano, non si opprimono i lontani e gli alieni? ma si odiano, si perseguitano, si sterminano a tutto potere i vicini, gli amici, i parenti; si calpestano i vincoli più sacri; e la guerra essendo fra persone che convivono, non c’è un istante di calma né di sicurezza per nessuno. Qual nemicizia dunque è più terribile? Quella che si ha co’ lontani, e che si esercita solo nelle occasioni, certo non giornaliere; o quella ch’essendo co’ vicini si esercita sempre e del continuo, perché continue sono le occasioni? quale è più contraria alla natura, alla morale, alla società? Gl’interessi de’ lontani non sono in tanta opposizione coi nostri (e per quanto lo sono si odia adesso il lontano, come e più che anticamente, bensì meno apertamente e più vilmente); ma gl’interessi de’ vicini essendo co’ nostri in continuo urto, la guerra più terribile è quella che deriva dall’egoismo e dall’odio naturale verso altrui, rivolto non più verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno ec.”
    Giacomo Leopardi, Zibaldone, 889-92.

    1. ://voxnews.info/2022/07/24/lafrica-vuole-venire-in-italia-peschereccio-con-700-invasori-a-bordo-trainato-a-lampedusa/

    2. Da incorniciare e memorizzare:

      Quando ripercorro la mia esistenza mi rendo conto che l’unico ed insostituibile punto [di] forza, l’unica certezza, il più solido dei supporti capace di resistere a qualsiasi avversità è stata proprio la mia famiglia. Qualsiasi cosa succedesse sapevo di poter contare su qualcuno che avrebbe compreso o che, anche senza capire o condividere le mie azioni o le mie scelte, mi avrebbe comunque aiutato. Sapevo di poter essere ascoltato e di poter trovare compassione o dissenso, ma mai una condanna.
      Il mondo al contrario

      Viva il baluardo famiglia tradizionale!

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