Troppi stranieri a scuola, genitori italiani costretti a trasferire i bimbi

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Nella scuola primaria Don Bosco di Bari, i genitori di quattro alunni hanno chiesto il trasferimento dei propri figli perché non vogliono che stiano in classe con piccoli invasori.

“E’ successo in una prima elementare nella quale ci sono sette alunni stranieri su venti – dice il dirigente scolastico Gerardo Marchitelli – ma cinque di loro sono nati a Bari, non hanno neanche un gap linguistico. Gli altri due sono nati in Georgia e in Bangladesh”. Marchitelli, noto accoglione, racconta che i genitori “sono venuti a chiedermi il cambio classe nei primissimi giorni di avvio dell’anno scolastico. Avendo capito la motivazione ho risposto che avrebbero avuto solo due strade, far restare i loro figli dov’erano o chiedermi il nulla osta per cambiare scuola”.

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Le famiglie hanno scelto questa seconda strada. Bravissimi.

Italiani che devono cambiare scuola perché le classi sono invase da stranieri. I ricongiungimenti familiari sono una piaga e un costo sociale enorme, visto che succhiano il nostro welfare e ingolfano le nostre scuole e asili senza avere pagato per la loro realizzazione. E non pagano neanche ora, visto che la metà degli immigrati è esente da tasse ma, intanto, riscuote i sussidi.

“La parola straniero – conclude il presida – la scuola non la conosce, noi non siamo interessati al colore della pelle, per noi i bambini sono solo alunni. Per me nessuno è straniero”.

Fatti pagare lo stipendio dai bengalesi. Che siano nati a Bari non cambia nulla. Gli invasori restano tali anche dopo sette generazioni. Dillo agli israeliani che bisogna integrare e convivere.

Presto non ci saranno più scuole o quartieri dove fuggire. Li dobbiamo fermare alle frontiere: abrogare i ricongiungimenti familiari. La vera invasione è l’immigrazione regolare di massa.




Un pensiero su “Troppi stranieri a scuola, genitori italiani costretti a trasferire i bimbi”

  1. Forse questo preside ‘italianissimo’, almeno così parrebbe dal cognome che non dovrebbe indulgere a ‘sospetti’ di alcun tipo, dovrebbe provare a farsi pagare lo stipendio dall’onu, o dai paesi di provenienza, visto che da internazionalista convinto, nessuno è straniero.

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