Sbarca e stupra una donna: “NON SONO PIÙ IO, HO INCUBI CONTINUI”

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Il 26 dicembre scorso una dirigente statale era stata aggredita a Cagliari, in via Maddalena, non lontano dalla stazione dell’Arst, da un extracomunitario che aveva cercato di abusare di lei, ma le urla della donna avevano fatto scattare l’allarme:

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Un 33enne, senegalese senza fissa dimora, era finito in manette, dopo la querela presentata dalla dirigente, accompagnata dal suo legale di fiducia, l’avvocato Gianfrancesco Piscitelli, presso la Stazione Carabinieri di Cagliari San Bartolomeo.

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Oggi, davanti alla prima sezione penale collegiale del Tribunale di Cagliari, presieduto dalla dott.ssa Perra con P.M. dott.ssa Mari, si è svolta l’udienza che vede imputato il senegalese ancora detenuto dal 27 dicembre 2022 nel carcere di Uta.

“Toccante esame della vittima”, spiega il suo legale, l’avv. Gianfrancesco Piscitelli, che la assiste insieme all’avv. Elisabetta Magrini per l’associazione Angeli nel Cuore. “La donna, tra le lacrime e visibilmente provata” ha dovuto ripercorrere per la Corte i terribili momenti vissuti”. Mancava in aula l’aggressore, difeso d’ufficio dall’avv. Tatti.

“Quanto accadutomi quella notte mi ha cambiato la vita. Non sono più io, ho incubi notturni, non esco più dopo l’imbrunire. Sono un funzionario pubblico e anche il mio modo di essere con gli utenti è più distaccato, per non parlare poi del timore che mi incutono gli uomini di colore, persino i miei vicini che sono delle persone bravissime, io non sono mai stata razzista, ma ora ho il terrore. Per fortuna sono validamente supportata dalla dott.ssa Emanuela Piredda, psicologa dell’Associazione Angeli nel Cuore. Mi sono stati e mi sono tutti affettuosamente vicini, dico sempre all’avv. Piscitelli che è il mio angelo custode insieme a tutti gli Angeli nel Cuore”, ha raccontato la donna.

“Sono fatti che ti segnano a vita. Ci vuole massima attenzione e prevenzione. L’episodio è accaduto anche perché questa povera donna è stata buttata fuori in piena notte prima dalla sala d’attesa degli autobus e poi da quella della stazione. Purtroppo siamo al punto che una donna, di qualsiasi età, non può camminare di notte sicura solo perché ha una colpa: essere donna. Ne abbiamo di strada da fare”, ha commentato l’avv. Piscitelli.

La prossima udienza è prevista per il 29 settembre, quando saranno sentiti i Carabinieri intervenuti e aggrediti.




2 pensieri su “Sbarca e stupra una donna: “NON SONO PIÙ IO, HO INCUBI CONTINUI””

  1. Intanto iniziate a buttare fuori dall’Italia i clandestini e chi commette reati, in galera e siamo già sulla strada giusta. Poi verifichiamo le seconde, terze, quarte e future generazioni e chi commette reati, anche se nuovo italiano, ci si rifà alla regola precedente. Così siamo a metà strada.

    1. Pure quelli sbarcati nel 1990 se necessario.😆
      Credo che alla fine si potrebbero ridurre tasse, eliminare accise e perché no, anche permetterci politiche di aiuto per l’acquisto della prima casa.

I commenti sono chiusi.