Meloni trasforma scuole e chiese in tendopoli per i suoi immigrati

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Da hub per i vaccini contro a centro di accoglienza per i clandestini destinati alla provincia di Monza e Brianza.

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Mancano solo i dettagli, ma sembra ormai molto vicino l’accordo tra Prefettura di Monza e Brianza e la proprietà dello stabile Esselunga di Vimercate.

Là dove fino ad alcuni mesi fa, negli spazi un tempo occupati dalle corsie e dalle casse del supermercato (che ha chiuso i battenti nel 2017), erano state allestite le postazioni per la somministrazione dei vaccini troveranno spazio i letti degli invasori giunti in Italia sui barconi, in attesa di collocazione sul territorio.

A Modena, invece, la Prefettura chiede spazi ai parroci. Sistema dell’accoglienza sempre più sotto pressione, la Prefettura lancia un appello. Strutture ormai sature: si cercano sale ampie, palestre o spazi coperti per tendopoli.

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Strutture ormai sature, risposte “fredde” alle richieste di alloggi e flussi migratori in costante aumento, con 680 clandestini arrivati a Modena dall’inizio di luglio. Il sistema dell’accoglienza è sempre più sotto pressione ‘grazie’ al blocco navale immaginario di Meloni. E così i suoi sgherri sul territorio chiedono di mettere i clandestini nelle chiese, in stile don Biancalani.

Stesse scene a Genova, nonostante i ripetuti stupri.

Dopo quelli recentissimi dell’ex bocciofila di San Benigno e dell’oratorio Don Bosco, nel municipio Centro Ovest verranno creati altri due nuovi centri migranti. La decisione, presa dalla Prefettura del capoluogo ligure, prevede di ospitare i richiedenti asilo in due differenti scuole: la prima a Sampierdarena, la seconda nella zona di San Teodoro.
La segnalazione arriva dal presidente del Municipio, Michele Colnaghi: «Pare proprio che il Centro Ovest debba accogliere tutti i profughi che vengono indirizzati a Genova. Noi abbiamo sempre dimostrato di essere un territorio che mette al primo posto l’accoglienza e l’integrazione ma siamo anche la zona della città con più profughi. Per quale motivo devono essere messi sempre qui? Perché non vengono portati anche a Levante? Qui siamo al collasso».
Le strutture individuate per ospitare nuovi profughi in arrivo in città sono due plessi scolastici che ospitano diverse classi, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria: la prima struttura è la “Walt Disney”, che si trova in via San Bartolomeo del Fossato, a Sampierdarena; la seconda, nella zona di San Teodoro, è l’istituto comprensivo San Teodoro di via Bologna. «A nostro giudizio – prosegue Colnaghi – ci sono pure problemi strutturali, visto che sono in parte assenti le docce e in alcune aree l’acqua calda al momento non è disponibile. Insomma – chiude il presidente del Municipio – non sono immobili adatti ad ospitare persone giorno e notte senza contare, e questo alla Prefettura lo abbiamo detto chiaramente, che tutte e due le strutture devono essere libere per l’inizio, imminente, del prossimo anno scolastico».
Poche settimane fa l’istituto Don Bosco di Sampierdarena, su invito della Prefettura, si è reso disponibile per accogliere alcuni migranti, considerata l’ormai totale saturazione delle strutture esistenti in città e l’incremento degli sbarchi che stanno portando anche nel capoluogo ligure un numero sempre più alto di profughi arrivati nel Sud Italia.
Il centro migranti è gestito dalla Croce Bianca, che si sta occupando degli ospiti che sono stati sistemati all’interno della struttura salesiana. A pochi chilometri di distanza, a San Benigno, anche la struttura dell’ex bocciofila è diventata un luogo di accoglienza per circa cinquanta richiedenti asilo: tutti uomini, tra i 18 e i 50 anni. La Prefettura, questa volta nella Valbisagno, ha chiesto la possibilità di ospitare alcuni richiedenti asilo anche nei locali dell’associazione Gau, in piazza Supini, ma l’operazione non è andata in porto per carenze strutturali dell’immobile, non adatto ad accogliere a lungo persone giorno e notte.




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