Trieste invasa dai pakistani accolti dalla Meloni, Carabinieri: “Stuprano in strada”

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La città di Trieste invasa dai pakistani che passano il confine con la Slovenia e non vengono respinti. Memo per la Meloni: Ventimiglia, al confine con la Francia, è la fogna dove la Francia respinge i suoi clandestini; Trieste, al confine con la Slovenia, è la fogna dove la Slovenia invia i suoi clandestini. Sei un’oscena chiacchierona.

Ha avuto risonanza a livello regionale il consiglio comunale straordinario convocato ieri sera a Gradisca d’Isonzo sul tema Cara e Cpr. Per Antonio Calligaris, esponente della Lega, “l’amministrazione locale, a un anno dalle elezioni, finalmente si accorge dell’enorme disagio causato da una immigrazione incontrollata”. Il capogruppo in Consiglio regionale appoggia, così, la decisione degli esponenti del carroccio gradiscano di non sottoscrivere la mozione con cui l’Aula chiede la chiusura dei centri e propone l’accoglienza diffusa.

“La situazione di Gradisca è il risultato dell’immigrazione incontrollata, da sempre giustificata e incentivata dalla sinistra ed è un problema reale per i cittadini italiani che denunciamo da sempre. Pressata dalla petizione l’amministrazione di Gradisca ha finalmente deciso di cercare di dire qualcosa ma, come sempre fa la sinistra, mossa dal buonismo, invoca l’accoglienza diffusa – prosegue Calligaris – chiedendo, per esempio, di disperdere sul territorio quei soggetti pericolosi e pregiudicati che sono rinchiusi nel Cpr e che sarebbero così, liberi di delinquere a piacere”.

A livello nazionale, come riporta Calligaris, “il governo, anche su proposta della Regione, sta lavorando per la creazione di hotspot lungo il confine che consentano di effettuare un’immediata identificazione dei soggetti senza intasare i centri di accoglienza come quello di Gradisca. È sicuramente giusta la richiesta di maggior controllo delle forze di polizia sul territorio, prosegue l’esponente del Carroccio, ma ricorda come i Comuni possano usufruire anche, grazie alla legge regionale sulla sicurezza integrata, della presenza di addetti e ausiliari alla sicurezza, personale addestrato, per la vigilanza del centro e delle aree sensibili”, conclude.

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Gli fa eco Diego Bernardis (Lista Fedriga), secondo cui “la priorità deve essere quella di tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e garantire che l’accesso al territorio sia regolato e monitorato correttamente. Non è opportuno permettere a immigrati irregolari di girare indisturbati sul nostro territorio, poiché ciò potrebbe mettere a rischio la sicurezza di tutti i cittadini. Ricordo che il Centro di permanenza per il rimpatrio svolge un ruolo cruciale nell’identificazione e nell’allontanamento di persone con precedenti penali, contribuendo così alla sicurezza pubblica”.

“Se l’alternativa proposta dalla sinistra per questa regione è quella di chiudere il Cpr di Gradisca e inserire queste persone nell’accoglienza diffusa – rimarca -, ciò non rappresenta una soluzione praticabile o sicura”. D’altra scuola Enrico Bullian del Patto per l’Autonomia: “Sarebbe più utile effettuare una fotografia di tutte le strutture di accoglienza, comprese quelle per i minori, su tutto il livello regionale e ragionare in termini di utili progettualità. Altrimenti rimarremo nella stessa situazione nella quale siamo già da dieci anni con la destra contro l’accoglienza diffusa e la sinistra contro le strutture”.

“Vorremmo capire cosa vuol dire Fedriga con ‘strutture intermedie’ – prosegue l’ex sindaco di Turriaco – invece di proseguire in una campagna ideologica da una parte e dall’altra, finendo con un muro contro muro senza risolvere il problema in primis ai richiedenti asilo politico. Se, poi, parliamo di stranieri in generale la situazione è ben più delicata. Personalmente sono contrario a strutture grandi del genere perché creano una distorsione tra accoglienza e possibilità dei vari paesi, soprattutto piccoli”.

Tra le varie voci anche quella di Unarma, secondo cui “a Gradisca d’Isonzo la situazione immigrati come in questi anni è fuori controllo al punto da richiedere un consiglio comunale per decidere il da farsi”. Un argomento su cui ancora una volta è intervenuto il segretario generale Antonio Nicolosi: “Continua l’emergenza immigrati a Gradisca d’Isonzo di cui si è discusso nel Consiglio comunale del 31 luglio che ha certificato ufficialmente le criticità igienico sanitarie, nocive per la sicurezza dei cittadini, causate da migranti che bivaccano per la città in attesa di essere collocate”.

“Una situazione in netto peggioramento con risse, accoltellamenti e tentativi di stupro, che Unarma aveva già segnalato negli anni scorsi e che forse erano state sottovalutate dai decisori – così Nicolosi – Lo stesso consiglio richiederà un aumento d’organico delle forze di polizia. Ricordiamo che la locale stazione carabinieri è limitata a poche unità. Anche questo segnalato da Unarma. Auspichiamo che si arrivi in tempi brevi ad una soluzione della problematica. Restiamo rammaricati che nonostante le nostre innumerevoli segnalazioni la situazione sia comunque precipitata”, conclude il segretario nazionale del sindacato carabinieri.




4 pensieri su “Trieste invasa dai pakistani accolti dalla Meloni, Carabinieri: “Stuprano in strada””

  1. È terrificante che nessuno infranga il tabù.
    È atroce che nessuno si sforzi di frantumare la proibizione.
    È micidialissimamente italicida che nessuno si lambicchi, si sprema il cervello affinché l’Italia schieri le proprie Forze armate nazionali per autodifendersi.

    L’unica soluzione è schierare autonomamente le Forze armate Italiane.
    S’infranga l’italicida proibizione apolidista!
    Si frantumi l’italicida divieto ultraregressista!

    Io sono sicuro che il popolo se ne strafregherebbe, completamente ignorerebbe l’autonomo schieramento delle Forze armate nazionali.
    Le proteste, vergognosamente perpetrate da una minoranza iperattiva, andrebbero sprezzantemente totalmente ignorate o duramente condannate.
    I luridissimi giornalacci ultraregressisti, furiosissimissimamente italicidi, orgiasticamente italicidi, andrebbero sprezzantemente totalmente ignorati o duramente condannati.

    Gli zuzzurelloni governativi sono atrocemente paralizzati da un’italicida accidia, da un’italicida menefreghismo, da un’italicida paura.

    Agli odierni italiani, dell’Italia, non frega nulla, nulla di nulla.

    La proibizione d’impiegare le Forza armate si rompe soltanto nel caso in cui si possa far deflagrare la Terza Guerra Mondiale!!!

    ://www.iltempo.it/attualita/2023/01/23/news/guerra-russia-ucraina-lucio-caracciolo-considerare-invio-truppe-soldati-putin-usa-nato-34627623/

    Che truculentissima pazzia l’apolidista!

    1. Bisogna diffondere l’idea che è sacrosanto, che è irrinunciabile fare atti di guerra affinché ci autodifendiamo.

I commenti sono chiusi.