“Ti taglio la testa e le mani”: il suo stupratore esce dal carcere e Meloni dimentica di espellerlo

Vox
Condividi!

«Quando esco ti taglio la testa. Quando esco ti taglio le mani». La promessa è quella di ucciderla. La vittima è terrorizzata. A chiamarla al cellulare, poche settimane fa, è il suo aguzzino. Un immigrato.

VERIFICA LA NOTIZIA

È il preludio di una vicenda che ora rischia di trasformarsi in tragedia perché da ieri il 36enne è libero. Si tratta di un immigrato che ha cercato di stuprarla, che per mesi l’ha stalkerizzata e per questo è stato condannato a un anno e mezzo di carcere.

Ma è libero:

L’immigrato dopo aver scontato un anno e mezzo per stalking e stupro, si trova ora in libertà in attesa dell’espulsione. Ripetiamo: in libertà in attesa dell’espulsione. Non sono in grado neanche di espellere uno stupratore appena esce dal carcere. La Meloni è l’incarnazione politica di una barzelletta.

Vox

Appena uscito di prigione ha ripreso a perseguitare con pesanti minacce di morte la donna che lo aveva denunciato. Da ieri l’aguzzino è a piede libero.

“Quando esco ti taglio la testa. Quando esco ti taglio le mani”. Orribili minacce quelle ricevute al telefono da una donna che già conosce il suo aguzzino. Macabre promesse che la fanno piombare in uno stato permanente di terrore, di nuovo.

Sukhvinder Singh, questo il nome dell’uomo, è stato un ex dipendente della donna poi diventata oggetto della sua ossessione. Singh si era invaghito della sua datrice di lavoro, e sin da subito non aveva accettato il rifiuto della donna. Inizialmente, continuando a scriverle e inviandole costantemente foto non richieste delle sue attività quotidiane. La chiamava, dicendole che avrebbe voluto avere dei figli con lei. La donna aveva cercato di farlo ragionare e di riportarlo coi piedi per terra, ma l’uomo – che nel frattempo era stato licenziato – aveva continuato con la sua ossessione.

Un giorno le era arrivata una foto che l’aveva particolarmente terrorizzata: l’immigrato si era appositamente tagliato per scrivere con il sangue sul muro, vicino all’abitazione della donna, il proprio nome e quello di lei, immortalando la sua macabra creazione. La donna aveva cominciato ad aver paura anche solo di uscire di casa, poiché il suo stalker aveva ben presente l’indirizzo della sua abitazione e del posto di lavoro.

Un giorno, infine, la ragazza è stata vittima di un tentativo di stupro: l’immigrato si era appostato nei pressi di casa sua per assalirla non appena uscita. L’aveva baciata e aveva cominciato a metterle le mani addosso. La donna era fortunatamente riuscita a divincolarsi e scappare via. Immediata la denuncia e il fermo dell’uomo: l’aguzzino era stato arrestato, condannato e incarcerato. Ad attenderlo, un decreto di espulsione vista la sua condizione irregolare.

Ma l’incubo per la donna non era affatto terminato. L’immigrato, dopo aver scontato un anno e mezzo di carcere, da aprile è stato trasferito in un Cpa in attesa dell’espulsione prevista. Appena uscito di prigione, ha ricominciato a perseguitare la donna con chiamate e pesanti minacce di morte: “Quando esco ti taglio la testa. Quando esco ti taglio le mani”. La vittima è ripiombata nel terrore, nel senso di impotenza dato dal non poter fare nulla per arginarlo, se non denunciarlo nuovamente.

E la già tremenda situazione da ieri si è fatta ancor più critica: Singh non solo non è ancora stato espulso nonostante il pendente procedimento giudiziario, ma l’uomo è pure uscito dal centro di prima accoglienza dove si trovava, facendo perdere le sue tracce. Esprime massima urgenza e preoccupazione l’appello dell’avvocato della donna: “L’aguzzino sa bene dove abita la mia cliente. Qualcuno intervenga rapidamente”.

La prossima volta impara ad assumere un invasore.




Un pensiero su ““Ti taglio la testa e le mani”: il suo stupratore esce dal carcere e Meloni dimentica di espellerlo”

  1. solita accogliona buonista
    se lo merita
    speriamo ti faccia fuori cosi finalmente vediamo se sarà un esempio x tutti gli altri datori di lavoro.

I commenti sono chiusi.