La piaga dei ricongiungimenti familiari che sta islamizzando l’Italia: una legge per eliminarli

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C’è in Senato una proposta di legge leghista per abrogarli, rendendoli molto più complicati di oggi.

La Francia è caduta per questo:

La Francia brucia, presidente francese: “Dovevamo abrogare i ricongiungimenti familiari”

Noi stiamo percorrendo la stessa strada.

La proposta di legge formulata dal Comune di Monfalcone per una regolamentazione dei ricongiungimenti familiari in linea con la normativa europea approda in Senato, con l’iniziativa assunta dal senatore Marco Dreosto finalizzata a modificare il decreto legislativo 286/98 che disciplina la materia.

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Ne fanno sempre una questione economica. Quando, invece, è una questione innanzitutto identitaria: se gli italiani rimarranno maggioranza in Italia sarà solo nel caso di abrogazione dei ricongiungimenti familiari da qui ai prossimi cinque anni. E’ comunque un inizio che ci sia chi vuole quantomeno limitare al minimo questa vera e propria piaga: 200mila l’anno.

Si tratta di un passaggio importante dopo che il Consiglio regionale – relatore il consigliere Antonio Calligaris – aveva sostanzialmente recepito il testo elaborato dal Comune, discusso anche in Conferenza delle Regioni. Stamane, l’avvio dell’iter in sede parlamentare è stato presentato dal sindaco Anna Maria Cisint e dal senatore Dreosto, con la partecipazione del consigliere Calligaris in collegamento da Trieste.

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I termini della questione sono stati specificati dal sindaco Cisint sulla base della realtà cittadina che costituisce un unicum a livello regionale per la presenza di stranieri sul totale della popolazione attorno al 30 per cento, che non ha uguali in nessun’altra realtà della regione e del Nordest.

“La modifica normativa – ha rilevato Cisint – rappresenta anzitutto un’esigenza di rispetto della dignità delle persone che vengono illuse da procedure che non tengono conto in alcun modo della necessità reddituale necessaria ai bisogni familiari. Di conseguenza, si scaricano i relativi oneri sul bilancio comunale, mettendo in crisi i servizi sociali, mentre le disponibilità pubbliche, in ogni caso, non possono far fronte all’entità sempre crescente dei fabbisogni”.

“Questo fenomeno dei ricongiungimenti è diventato il fattore principale di squilibro della dinamica demografica se si tiene conto che le iscrizioni anagrafiche riferibili a questo aspetto lo scorso anno hanno registrato l’arrivo di 706 persone che non lavorano e che, quindi, essendo prove di entrate proprie, gravano sul reddito delle loro famiglie e sulla collettività. Un numero impressionante che ha messo in crisi gli aiuti sociali, le scuole, il pronto soccorso, le esigenze abitative”.

“La normativa proposta dal Comune, ripresa dalla Regione e ora nel provvedimento presentato dal senatore Dreosto, si basa su quanto stabilito dalle direttive europee che stabiliscono che i ricongiungimenti si attuino nel rispetto dei vincoli sulla spesa di welfare, cioè in presenza di una sufficiente autonomia di reddito degli interessati. Invece, la norma attuale consente con un reddito Irpef di 11.900 euro lordi il ricongiungimento di tre persone. Inoltre, anche in assenza di una stabilità d’impiego, lo straniero appena riceve il permesso di soggiorno può effettuare il ricongiungimento. Adeguare i limiti reddituali e prevedere un periodo di stabilità occupazionale e di residenza almeno di due anni non sono una discriminazione, ma una scelta indispensabile per governare questo fenomeno e garantire a tutte le famiglie una condizione di dignità minima nella loro esperienza di vita nel nostro Paese, evitando così quelle emarginazioni sociali che sono la premessa per il degrado cittadino”.

“La modifica alla legge nazionale sui ricongiungimenti riteniamo sia una questione di buonsenso, che non ha nessun retro-pensiero ideologico. Abbiamo coinvolto la Regione e i parlamentari del Friuli Venezia Giulia affinché ci sia una condivisione forte e trasversale su un tema sentito, che influisce in maniera importante sulle casse del Comune e sulla vita dei cittadini”, ha concluso Cisint.

“Il caso di Monfalcone, fatto emergere dalla sindaca Anna Cisint, è emblematico per portare la questione a livello nazionale e affrontare il tema dei ricongiungimenti in maniera pragmatica” afferma, in una nota, il consigliere regionale Antonio Calligaris (Lega) riguardo alla proposta di legge nazionale (Pdln) di cui è primo firmatario. “L’intervento legislativo si propone di rivolgere al Parlamento una proposta per rendere la disciplina dei ricongiungimenti familiari più in linea con le norme europee e con le disposizione di altri Stati membri dell’Unione europea come, ad esempio, la Germania”, continua. Durante la seduta consiliare, infatti, Cisint ha dichiarato: “Il welfare del mio Comune è destinato in modo quasi totale a supportare servizi per persone extracomunitarie: il 77,7 per cento dei contributi scolastici nel 2021, il 100 per cento nel 2019 e nel 2020, il 55 per cento del budget per gli alloggi nel 2019, il 49 per cento nel 2020 e il 41 per cento nel 2021. Oggi in città ci sono circa 9mila stranieri, in grande prevalenza provenienti dal Bangladesh, e abbiamo verificato che ciascun lavoratore porta in Italia mediamente 5-6 persone. È impossibile – ha aggiunto Cisint – assicurare una vita dignitosa a tante persone con meno di 1.000 euro lordi al mese. Tanto è vero ci sono alloggi occupati anche da 15 persone, l’abbiamo scoperto grazie a un’analisi dettagliata delle situazioni di sovraffollamento”.

Ne fanno sempre una questione economica. Quando, invece, è una questione innanzitutto identitaria: se gli italiani rimarranno maggioranza in Italia sarà solo nel caso di abrogazione dei ricongiungimenti familiari da qui ai prossimi cinque anni.




11 pensieri su “La piaga dei ricongiungimenti familiari che sta islamizzando l’Italia: una legge per eliminarli”

    1. Si ma guarda anche il lato positivo.
      Hanno eliminato i deficienti
      e nel Veneto hanno i tassi più alti
      di eccesso di mortalità.

      E non pensare che i leghisti che oggi sono ancora vivi
      la passeranno liscia.
      Perche mieliti trasverse e problemi cardiovascolari, hanno la falce in mano.

      Il vero problema e’ che la Meloni
      si affretta a sostituire i leghisti con i nazi-islamici.

      Quindi se da una parte viene eliminata immondizia
      dall’altra viene ripristinata.

  1. Stiamo ricalcando, demenzialissimamente, gli stessi, identicissimi, errori degl’italicidi orchi francesi!!

    Allahicité! “Così si sta già realizzando la secessione in Francia”. E in Italia stiamo commettendo gli stessi errori. Due libri rivelano la divisione. 400 nuove moschee in costruzione. Ebrei in fuga. Centinaia di “territori perduti“. “Mohamed, Adam, Ibrahim, Isaac, Rayan, Moussa, Imran, Amir, Ismaël, Aylan, Lina, Nour, Inaya, Aya, Fatima, Aïcha, Mariam, Maryam, Fatoumata, Sarah”. Sono i dieci nomi più popolari fra i nuovi nati, maschi e femmine. In Algeria? Tunisia? Egitto? Arabia Saudita? Iraq? Yemen? No, nel sesto dipartimento più grande di Francia.
    ://twitter.com/giuliomeotti/status/1677321653359898626

    1. Vallo a spiegare ai coglioni che sono in fila al mare come marionette. Che sono poi gli stessi che stavano lì a morire in “vigile attesa”.

I commenti sono chiusi.