Vite italiani non valgono se ad ammazzarli sono immigrati

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Quanto li criminale è straniero, ovvero nel 99 per cento dei casi, il caso di cronaca viene nascosto, sminuito e depotenziato. Così una mamma uccisa da un immigrato delinquente in fuga dai carabinieri non vale il piccolo Manuel ucciso da uno youtuber deficiente. E un italiano ammazzato di botte da un branco di immigrati non vale il capoverdiano morto in una rissa. Della convertita neanche parliamo.




3 pensieri su “Vite italiani non valgono se ad ammazzarli sono immigrati”

  1. Vox, purtroppo pure questo è un problema vecchio.
    In Italia, la maggioranza schiacciante dei “giornalisti” è schierata da una sola parte. Sì, c’è pure una minoranza che la pensa diversamente, ma appunto è una minoranza. Non esiste un giornalismo “obiettivo”: in Italia ormai ci sono solo prostitute che vendono il cu*o per €10 ad articolo (perché la realtà è questa).
    Poiché oggigiorno la stampa è in crisi irreversibile, e poiché i giornalai (nel senso di edicolanti) hanno già chiuso dato che non vendono più niente, prima o poi si estingueranno pure i giornalisti. È brutto dirlo, ma è così.
    Ho sentito che perfino John Elkann sarebbe tentato di vendere, trattandosi di un investimento in perdita. Giusto per dire eh.

    1. E se la carta stampata va male, non sarà certo quella “digitale” a salvare i giornalisti, perché è sotto gli occhi di tutti che nessun modello di business riesce ad arricchire i siti di “notizie”. La pubblicità non copre nemmeno una frazione dei costi, e tra l’altro la gente usa sempre più di frequente i vari metodi per eliminare la pubblicità online (cosa che non si poteva/può fare con la televisione).
      Se c’è qualcuno che ci guadagna, si tratta dei soliti colossi come Google, ma non certo i singoli siti di notizie. Non a caso, i sedicenti “fact checker” esistono solo perché fanno comodo a Google.

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