L’ultimo bacio dei genitori al vigile ucciso da immigrato – FOTO

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Dobbiamo creare delle milizie volontarie e legali: lo Stato non ci difende e non ci difenderà. Lo Stato ce li porta in casa.

L’ultimo bacio, l’ultimo scatto sul letto di ospedale, al capezzale del figlio, ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Infermi di Rimini.

Claudio Tucci, padre di Giuseppe Tucci, vigili del fuoco di 34 anni ucciso da un immigrato, ha postato su Facebook una foto mentre bacia il figlio, corredata da un commento in cui annuncia la morte di Giuseppe, deceduto dopo un giorno e mezzo di agonia.

Per la squadra mobile e la Procura riminese Klajdi Mjeshtri, 28enne albanese, deve rispondere di omicidio e si trova in carcere per quanto avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsa:

Vigile del fuoco ammazzato di botte da buttafuori albanese

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Un messaggio struggente quello di papà Claudio, che accompagna la foto in cui, insieme alla moglie dà l’ultimo saluto al figlio. Uno dei tanti italiani ammazzati dagli immigrati:

“Ciao Peppe stamattina alle 7.18 è una settimana che è squillato il cellulare di papà, con tanta professionalità e delicatezza una dottoressa ci invitava a recarci a Rimini il resto oramai è cronaca… Niente e nessuno ci potrà mai consolare, ma l unica spiegazione che ci vogliamo dare per realizzare la tragedia è che tu hai incontrato un diavolo nella notte di sabato a e tanti angeli ti aspettavano per essere salvati e continueranno il percorso terreno grazie a te !un abbraccio forte mamma e papà”.

La famiglia di Tucci, come spiega il Resto del Carlino che ha pubblicato l’immagine, ha autorizzato l’espianto degli organi del 34enne, che così può contribuire a salvare altre vite. Speriamo di italiani. Nel pomeriggio a Foggia si celebrano i funerali.

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Redazione
19 giugno 2023 11:10
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Giuseppe Tucci
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Un pensiero su “L’ultimo bacio dei genitori al vigile ucciso da immigrato – FOTO”

  1. I patrioti devono diffidare dei prolissi.

    ”Una buona parte delle concessioni di fortificazione rilasciate da Berengario I, concentrate fra il 904 e il 916, si giustificano infatti in modo esplicito con il timore provocato dalle scorrerie ungare e dei «cattivi cristiani». Il periodo indicato non coincide tuttavia con il momento più acuto delle incursioni poiché gli Ungari rimasero assenti dall’Italia proprio dal 904 al 920. È probabile, quindi, che le motivazioni ufficiali avanzate nei diplomi regi intendano sfruttare a fini politici l’effettivo stato di disagio provocato soprattutto dalla prima pesantissima incursione ungara avvenuta negli anni 899-900.
    Non si può dunque fare della paura il deus ex machina dell’incastellamento settentrionale, quasi a contraltare delle cause prevalentemente economiche che sembrerebbero invece presiedere alla moltiplicazione dei castelli nell’Italia centro-meridionale. Anche nel nord, del resto, è fuori dubbio che alla costruzione di fortezze si intersecano non solo pressanti motivi di carattere politico, ma anche di ordine economico [soprattutto motivi securitari]: i grandi proprietari hanno innanzitutto un preciso interesse nell’offrire protezione ai coltivatori delle loro aziende per evitarne la fuga al primo segnale di pericolo.”
    Aldo Angelo Settìa, ”Castelli medievali”, Il Mulino, 2018, pagina 30-1.

    Che orrenda verbosità!!

    “Colui che potendo esprimere un concetto in dieci parole ne usa dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.”
    Giosuè Carducci

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