Per lo Stato italiano i figli dei clandestini valgono tre volte i bambini italiani: bando choc a Roma

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Inutile che voi del Giornale vi lamentiate: tutti sappiamo che per il Pd i sedicenti minori stranieri sono un business. Ma se la vostra protetta, la patriota della domenica Meloni, non continuasse a sbarcarli, il business non ci sarebbe.

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Un bando da più di 2 milioni di euro diviso in due lotti. Un milione e mezzo destinato ai minori migranti e solo 600 mila euro per i bmabini italiani “fragili” in attesa di affido o adozione. E anche sulla gestione del personale la differenza è abissale.

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Sempre caro fu per il Pd il tema dei minori. Almeno per l’amministrazione di Roma dove il sindaco dem Roberto Gualtieri si batte in prima linea per il riconoscimento delle famiglie dello stesso sesso, per esempio, all’urlo di “andremo avanti con le trascrizioni all’anagrafe dei figli delle coppie omogenitoriali” sfidando così il decreto governativo.Proprio sul tema, un bando dell’amministrazione capitolina da più di 2 milioni e 100 mila euro, in scadenza tra pochi giorni, il 30 maggio prossimo. La determina dirigenziale, di cui IlGiornale.it è entrato in possesso, dichiara come oggetto del bando di gara l’affidamento del “Servizio supporto interventi dell’U.O. Protezione persone minore età”. Il bando si divide però in due lotti: uno destinato ai minori migranti e uno ai bambini italiani.Il primo lotto tratta infatti le “azioni di supporto alla realizzazione di progetti di inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati accolti nel circuito di accoglienza di Roma Capitale”, mentre il secondo ha come obiettivo le “azioni di supporto alla realizzazione di progetti di affidamento familiare di minori in condizioni di fragilità presso il Centro per l’Affido e l’Adozione di Roma Capitale”.Se il primo lotto è conseguenza “dell’aumento dei flussi migratori di minori stranieri non accompagnati” che “ha caratterizzato un forte incremento delle presenze negli ultimi mesi”, il secondo “attiene alla situazione dei minori risedenti sul territorio nazionale”. Bambini quindi “che alla nascita presentano patologie severe, con nuclei familiari per i quali l’educazione e la cura di un bambino fragile è troppo impegnativa”.Lo stesso bando, due lotti con obiettivi diversi ma soprattutto con costi molto diversi. Il primo, quello dedicato alle azioni di sostegno ai minori migranti vale infatti 1 milione e 500 mila euro circa, mentre il secondo – dedicato ai bambini sul territorio italiano in attesa di affido o adozione – circa 620 mila euro. Si evince, quindi, che ai minori migranti spetta circa il triplo rispetto a quelli residenti sul territorio nazionale. Uno squilibrio che sembrerebbe spropositato anche per il fatto che sui documenti in possesso de IlGiornale.it è indicato solo il numero dei piccoli immigrati: “Solo nel 2022, alla data del 30/11/2022, i minori stranieri non accompagnati accolti sono stati 1150” (sul territorio di Roma Capitale ndr). Per i bambini italiani “fragili”, in attesa di adozione o affido nessuna statistica è presente nel bando.Le differenze non ci sono solo sul piano economico ma anche sul piano gestionale. Il futuro ente che a giorni si aggiudicherà la gara a giorni dovrà rispettare infatti un tabellario, consultato da IlGiornale.it, in cui Roma Capitale sancisce il numero dell’organico e le ore dei dipendenti che dovranno occuparsi dei minori. Per i minori stranieri non accompagnati sono previsti 4 assistenti sociali per 152 ore settimanali ma per i bimbi italiani invece un solo assistente sociale e per sole 36 ore settimanali. Due pesi e due misure? Stando a quanto scritto nei documenti, sembrerebbe proprio di sì.




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