Guardia costiera confessa: “Andiamo sempre più lontano a prendere i barconi, non ce la facciamo più”

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Guardia costiera sempre più vergognosa.

– “L’assenza o inadeguatezza” degli apparati di soccorso degli altri Paesi vicini fa sì che, “in ossequio alla Convenzione di Amburgo, quando noi veniamo a conoscenza di unità” bisognose di soccorso, “anche se queste si trovano fuori dalla acque di responsabilità italiana, c’è l’obbligo di intervenire e ormai questa è una prassi frequente.

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Noi siamo sempre più impegnati ad operare a distanze elevatissime dall’Italia e questo sta determinando un logorio del nostro strumento aeronavale: servono interventi urgenti”.

Così il comandante generale della Guardia costiera, ammiraglio Nicola Carlone, in audizione alla commissione Trasporti della Camera.
“Il soccorso svolto da un apparato dello Stato come il nostro – ha sottolineato Carlone – è un’attività che richiede disciplina ed organizzazione, non estemporaneità ed improvvisazione. Per questo operiamo su una base giuridica certa e stabile. C’è la responsabilità penale diretta e personale dei nostri operatori. Non vi sono ordini o suggerimenti che possano farci derogare da questo modello”.

L’intervento urgente è smantellarvi.




6 pensieri su “Guardia costiera confessa: “Andiamo sempre più lontano a prendere i barconi, non ce la facciamo più””

  1. speriamo che affoghiate cosi almeno qualche coglione di meno da mantenere! e una barca in meno da mandare a raccattare negri per mare!

  2. rikkioni ci avete messo in carcere per 2 anni con dpcm di merda senza fiatare!
    fatene uno con il quale dite che a tempo indeterminato si sospendono tutti gli accordi internazionali, non lo fate?
    e andate a fare in culo allora!

I commenti sono chiusi.