Qatargate, l’ala islamista del PD alleata dei Fratelli Musulmani

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Una sorta di filo rosso ha sempre legato un’ala del Pd ai Fratelli Musulmani, i quali hanno trovato la loro fonte economica principale nel Qatar. Come è stato svelato in “Qatar papers”, l’Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia), è la referente italiana di quella organizzazione islamica. Dalla Qatar Charity, ha ricevuto 30 milioni per la creazione di moschee e centri di preghiera. Nonostante sia stata da sempre avversata dall’islam moderato italiano, l’Ucoii è diventata la voce più autorevole dei governi e delle amministrazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico. A conferma di tale stretto legame, è stata la firma dell’allora ministro della giustizia Andrea Orlando alla convezione che affidava proprio all’Ucoii la prevenzione della penetrazione nelle carceri dell’islam radicale. È stato pure il “Patto nazionale sull’islam” del 2017 che ha scelto tale organizzazione come interlocutore ufficiale dei governi italiani.

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Ora la bomba è deflagrata, cadendo così gli anatemi di islamofobia emessi contro chi aveva già denunciato la minaccia targata Qatar. È giunto il momento che il governo del presidente Giorgia Meloni istituisca una commissione per verificare le ingerenze dei Fratelli Musulmani in Italia. Ogni bando comunale e ogni convenzione dei precedenti governi devono essere passati sotto una lente d’ingrandimento per appurare i possibili rischi derivanti dall’estremismo islamista. Il governo non può sottrarsi a questa responsabilità. Lo deve anche a chi da anni combatte, a rischio della propria incolumità, le ingerenze dell’islam politico sulla nostra Nazione. Lo deve a tutti noi che non abbiamo mai fatto un passo indietro.