TRASCINATA VIA DA TRE IMMIGRATI E STUPRATA PER 5 ORE: ORRORE A GENOVA

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Anche quest’anno stupri etnici di Capodanno. Nascosti dai media e dallo Stato.

Domenica 1° gennaio 2023, 8 del mattino. Mario, padre di Chiara, studentessa di 20 anni, riceve un messaggio della ragazza sul telefonino. «Sono stata stuprata, ho bisogno di aiuto. Non so dove sono, ti prego vieni a prendermi». Mario attraverso l’applicazione “trovami” dello smartphone localizza la figlia. Le indicazioni del gps del telefonino portano a un’abitazione del centro storico. La raggiunge, la trova ferita e sconvolta. «Erano in tre. Stranieri. Hanno abusato di me a turno», racconta sotto choc.

La ragazza viene trasportata in ambulanza in codice rosso al Galliera, centro di riferimento per le violenze sessuali. Il personale dell’ospedale segnala la vicenda alle forze dell’ordine, che aprono immediatamente un’inchiesta per stupro. L’ennesima registrata in queste ultime settimane nel capoluogo ligure. Succede tutto la notte di Capodanno. Sono le 2 del mattino. Chiara deve raggiungere le sue amiche che stanno festeggiando la notte di San Silvestro in un locale della zona del Porto antico. Ancora non è chiaro perché scelga di passare per i vicoli del centro storico, circostanza a cui stanno lavorando i carabinieri della stazione di San Teodoro. Sta di fatto che è qui che Chiara si imbatte nei suoi aguzzini. Tre giovani stranieri la bloccano con una scusa e la «trascinano», racconterà la giovane prima al padre e poi ai militari, in un appartamento al piano terra, forse un basso, nella zona di piazza Caricamento. Qui i ricordi di Chiara si fanno confusi, tanto che in ospedale le viene subito eseguito un prelievo per escludere che abbia assunto la temuta “droga dello stupro”, conosciuta anche come Ghb. I risultati di questo tipo di accertamenti sono attesi per le prossime settimane.

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Ma lo scarno racconto che Chiara fa ai carabinieri della compagnia di Genova Centro di quanto accaduto è altrettanto inquietante. «Dopo essere entrata nell’appartamento – spiega – i tre mi hanno bloccata e mi hanno violentata. Lo hanno fatto a turno, uno dopo l’altro». Non solo. A Chiara viene sequestrato il telefono cellulare, in base a quanto lei stessa denuncia ai militari. L’incubo della studentessa dura più di cinque ore. Solo alla mattina viene liberata dai suoi aguzzini. «Mi hanno anche ridato lo smartphone», precisa. È con quello che, intorno alle 8 del mattino, contatta il padre per avere il primo soccorso. E è proprio il padre che chiama i carabinieri raccontando quanto accaduto.
I militari aprono un’inchiesta trasmettendo una prima informativa alla Procura. Informativa che finisce sul tavolo del sostituto procuratore Federico Panichi che fa parte del pool fasce deboli coordinato dal procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati. Del caso viene anche informato il procuratore capo Nicola Piacente. Il pm apre un’inchiesta ipotizzando il reato di stupro di gruppo, al momento a carico di ignoti. E delega una serie di accertamenti investigativi ai carabinieri volti proprio a a identificare i tre stranieri. Vengono acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e anche sequestrati abiti e indumenti intimi che la ragazza indossava la notte di Capodanno. Reperti che sono stati inviati dai militari al Ris di Parma per vedere se contengano strappi o elementi che possano ricondurre alla violenza.
Nel frattempo la giovane è stata convocata in caserma per ricostruire tutto il tragitto fatto quella notte e capire perché alle 2 abbia deciso di transitare in quella zona del centro storico.

Si tratta di una vicenda analoga a quella avvenuta qualche giorno dopo ai giardini Baltimora, sempre in pieno centro, e su cui indaga la squadra mobile. Anche in questo caso a essere stata vittima di una violenza sessuale di gruppo era stata una ragazza di vent’anni che aveva denunciato agli agenti della squadra mobile di essere stata prima rapinata del telefonino e poi violentata da due stranieri a turno all’interno dell’area verde del centro dove era passata nel cuore della notte per raggiungere il Porto antico. Anche in quel caso la giovane era stata trovata qualche ora dopo in stato confusionale. A soccorrerla era stato un carrozziere di corso Quadrio.

STUPRATA PER 5 ORE: ORRORE A GENOVA




2 pensieri su “TRASCINATA VIA DA TRE IMMIGRATI E STUPRATA PER 5 ORE: ORRORE A GENOVA”

  1. Da sola nei vicoli di notte?Sei idiota conclamata!Ste galline pensano che lo smartminkia le protegga, stanno su facciadapompebook e sui frocial a postare troiate e poi finiscono nelka tela dei ragni negri.
    Cazzo, ma che stronzi di genitori hanno che non le pigliano a calci nelle gengive quando dicono”esco con le amiche”.4 troiette che protezione ti danno?Esci col Remington carico e senza sicura, allira i nnnecri stanno forse alla larga!E ora goditi aids e sifilide se non un figlio color merda.

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