Boom di iscritti senegalesi nel PD: “Nascondete la notizia”

Vox
Condividi!

I cacicchi del Pd si fanno la guerra arruolando i senegalesi come carne da urna nelle elezioni di partito. La democrazia non esiste nelle società multietnica, esistono clan e capi clan che si vendono i voti ai referenti politici.

VERIFICA LA NOTIZIA

I senegalesi che tra dicembre e gennaio si sono iscritti al Pd di Collinaia hanno deciso di restituire la tessera. Fine della storia: iscrizione cancellata, non entreranno nel partito e quindi non voteranno al congresso che tra un mese deciderà il segretario. Anzi i segretari: di Livorno e della Federazione. Ieri lo ha anticipato il segretario di Collinaia, Paolo Cecchi, in una lettera che ha scritto dall’ospedale, dove è ricoverato da qualche tempo. Poco dopo, contattato dal Tirreno, il presidente della comunità Yoro Diaw ha confermato con un messaggio dal Senegal, dove si trova in questi giorni: «Non sono un politico, le tessere sono state cancellate, punto, continuiamo il nostro lavoro con la comunità e basta…».

È la prima reazione a una storia che ha fatto parecchio rumore fuori e dentro il partito, dove in vista del voto sono partite le guerre. La commissione per il congresso, come da regolamento, ha già chiesto a Firenze di fare tutte le verifiche del caso sul circolo di Collinaia, che quest’anno ha fatto una scorpacciata di iscritti-votanti, superando di oltre il 25 per cento i tesserati di un anno prima. Il circolo è lo stesso dove è maturata la candidatura di Pasquale Lamberti, che vuole sfidare Federico Mirabelli alla segreteria comunale. Così quando si è diffusa la notizia di un arruolamento anche tra le file dei senegalesi, in parecchi hanno iniziato a chiedere verifiche e chiarimenti.

Vox

Paolo Cecchi, dal canto suo, se la prende con chi, nella Federazione, ha «divulgato una notizia delicata e interna» («il partito deve prendere provvedimenti»). Poi cerca di difendere l’operato suo e dei suoi collaboratori: «Il nostro circolo non ha niente da nascondere e dietro ogni tessera ci sono persone. Ora siamo noi che vogliamo il controllo della commissione, perché da questa brutta campagna diffamatoria vogliamo uscirci a testa alta. Pretendiamo che tutti i circoli siano sottoposti a controlli. Informeremo i candidati alla segreteria nazionale di ciò che è stato scatenato in casa nostra e che sta facendo andare a nozze le opposizioni e perdere consensi a noi…».

E subito dopo la mette così: «Le tessere della comunità senegalese avrebbero portato solo lustro e consensi al partito, ma evidentemente si preferiscono gli obiettivi personali. In quale altra Federazione si contestano le tessere a cittadini stranieri se nel programma del Pd c’è la richiesta di voto proprio agli stranieri? Il presidente, che è stato eletto dalla comunità senegalese con votazioni trasparenti, a questo punto ha deciso di ritirare tutte le tessere fatte, compresa la sua. Ha ragione: sono stati trattati da chi si fa facilmente strumentalizzare, mentre loro avrebbero voluto partecipare alla vita pubblica di questa città, aiutando tutta la comunità a inserirsi correttamente. Yoro Diaw è una persona di spessore culturale e titolato molto più dei nostri roboanti consiglieri e segretari locali, molti senegalesi sono laureati, ma nessuno li aiuta a sfruttare i loro saperi. Sono dei lavoratori e Yoro sta cercando di toglierli dalla strada come ambulanti. Il Pd livornese non si è smentito e, per la paura che Lamberti possa usurpare il posto a qualcuno, ha lasciato che la stampa fagocitasse la comunità senegalese, senza contare che a questo punto si può dire che il Pd è frantumato». Il partito «si dovrà vergognare di questa amara vicenda», aggiungerà poco dopo. Prima di chiudere così: «Per il circolo il problema delle tessere della comunità senegalese, 15 fatte fra il 2022 e il 2023 e tutte nelle regole, purtroppo non esiste più, resta il fatto che chiederemo tutte le verifiche possibili sul tesseramento di altri circoli…».

In questo clima ha già cominciato a farlo Lamberti: ieri ha scritto al presidente della commissione di garanzia regionale sollecitando un intervento di Firenze per accorpare – ai fini della raccolta delle firme che servono per candidarsi – i circoli che hanno solo una manciata di iscritti. E chiedendo che vengano verificati tutti i 650 rinnovi di tessera livornesi. Dicendosi pronto ad andare in ogni «opportuna sede».




2 pensieri su “Boom di iscritti senegalesi nel PD: “Nascondete la notizia””

  1. Anzitutto questo passaggio “Le tessere della comunità senegalese avrebbero portato solo lustro e consensi al partito,”

    Verrebbe da ridere. Se non fosse drammatico. Forse, a chi non ha voglia di impegnare 10-15 minuti di attenta lettura, sfugge l’estrema gravità della vicenda. Al di là dei cacicchi del pd che vogliono carne da cannone, per ora solo elettorale, un domani, non si sa, qui la gravità è di leggere di ‘spessori culturali’ da parte dei vari autorefenziati esponenti delle varie ‘comunità’, si parla di ‘senegalesi laureati’ che vogliono ‘emergere’.
    Mi sembra abbastanza evidente che costoro vogliono posti, di potere, responsabilità, a scapito degli italiani de partito, ma poi, una volta pseudoeletti, o nominati, alle cariche pubbliche, verso tutti gli italiani.
    A costoro deve essere assolutamente impedito di avere qualsiasi ruolo come decisori pubblici, o anche come meri esecutori nella Pa. Ne va della nostra libertà, della nostra indipendenza, e sicuramente, della nostra identità. E Dio solo sa cosa potrà succedere il giorno in cui decisori e burocrati saranno colonizzati da ‘loro’. Il miglior risultato è un’amministrazione di tipo africano. Quelle da cui scappano perché ci sono guerre, fame, ed altre cosette che ci ricordano sempre. Nella peggiore la persecuzione verso i bianchi, rimasti pochi, con ancora ricchezze accumulate dagli antenati, e privi di potere.

    1. In Italia ci sarà competizione tra magrebini, coordinati dai servizi segreti islamici?, e negri.

      ://insideover.ilgiornale.it/politica/lindia-conquista-downing-street-con-sunak-lalba-di-un-nuovo-regno-unito.html
      ”Si sarebbe davanti a un fenomeno eccezionale: la trasformazione di Nuova Delhi in un giocatore determinante per gli equilibri interni britannici. Giocatore in grado di consolidarli o spezzarli, a seconda dell’interesse e della contingenza, con l’aiuto della sua progenie inserita nei posti-chiave di economia e politica. La metropoli ostaggio della (fu) periferia.

      Anche noi Italiani, tra pochi anni, saremo davanti a un fenomeno eccezionale: la trasformazione di Tunisi, di Algeri, di Rabat, del Cairo in giocatori determinanti per gli equilibri politici interni italiani, ostillimi giocatori in grado di consolidarli o spezzarli, a seconda dell’interesse e della circostanza, mediante la loro progenie inserita nei posti-chiave, in ogni ganglio amministrativo e burocratico, di economia e politica!!!
      L’Italia ostaggio degl’invasori afroislamici!!!

I commenti sono chiusi.