“I giovani italiani non vogliono lavorare”: Caritas rifornisce imprese di immigrati

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Molto comodo. I giovani sardi andrebbero pagati, mentre questi clandestini camuffati da ‘richiedenti asilo’ vengono mantenuti dai contribuenti in centri accoglienza, quindi possono accettare paghe ridicole. E’ così che accade questo:

Grazie agli immigrati raddoppiano i poveri in Italia

Prende il via lunedì 16 gennaio a Selargius, nella sede della Scuola Edile (Circonvallazione Quadrifoglio, in Via Gallura, 28) dalle 15 alle 18, il progetto formativo organizzato e finanziato dall’Ente Paritetico Territoriale di Cagliari e della Sardegna meridionale con la Caritas Diocesana e rivolto a immigrati ospiti del Centro di accoglienza straordinaria (CAS) Caritas e del Servizio Accoglienza Immigrati ‘San Fulgenzio’ di Quartu Sant’Elena, gestiti dalla Caritas diocesana, e del S.A.I. di Capoterra.

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“Abbiamo voluto organizzare questo corso, finanziandolo interamente con risorse dell’Ente, perché da anni ormai c’è carenza di manodopera e le imprese edili hanno una forte richiesta di lavoratori formati – spiega Sergio Porcu, presidente dell’Ept -. Non ci sono giovani disposti a fare questo tipo di lavoro, nelle imprese edili lavorano addetti over 40-50 anni, non c’è stato un passaggio generazionale e questa è l’attuale situazione. Per questo – commenta ancora Porcu – abbiamo dato vita a questo progetto, primi in Sardegna, ma anche per creare un contesto sociale nel quale i migranti possano integrarsi e trovare una occupazione. Al termine del corso avranno un attestato da spendere qui e in qualsiasi regione d’Italia. È un segnale che vogliamo dare e speriamo che tanti altri ci seguano”.

Anche per la Caritas è una collaborazione importante, “che speriamo sia apripista per altre esperienze simili”, afferma don Marco Lai, responsabile diocesano. “Si incontra la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, con quella della formazione e della sicurezza nel mondo del lavoro. Per noi è un momento straordinariamente importante, un progetto che riguarda un settore nel quale già lavorano tanti migranti, ma anche tanti italiani talvolta non sufficientemente formati. Grazie ai professionisti della Scuola edile si può dare un forte segnale sulla strada della sicurezza nei cantieri”.

La Caritas ha messo in piedi un business notevole. Prima prendono soldi accogliendo clandestini, poi riforniscono i negrieri locali di schiavi. E voi pagate.

In Sardegna, come altre regioni d’Italia, i ragazzi italiani emigrano perché non ci sono lavori che permettono di mettere su famiglia. E questo avviene ‘grazie’ ad organizzazioni come la Caritas e a chi le rifornisce di negri a basso costo.

Un governo che rifornisce la Caritas e i negrieri di nuovi clienti è un governo senza vergogna.




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