Africani con cittadinanza italiana: «Italiani fate schifo, dovete morire tutti»

Vox
Condividi!

Gli immigrati ci vogliono morti.

Ricordate Sy, l’autista senegalese con cittadinanza italiana che tentò di fare una strage di ragazzini italiani, in nome delle ong? Primo terrorista ‘umanitario’.

Il filmato era stato “secretato” per evitare rischi di emulazione, dicono le autorità, in realtà per non fare un favore ai ‘razzisti’.

L’autista senegalese con cittadinanza italiana il 20 marzo 2019 dirottò e incendiò il bus all’interno del quale c’erano 52 bambini , due insegnanti e una bidella. L’autobus era partito da una scuola di Crema e l’autista era pronto a incendiare tutto su una pista di Linate. Quando fu arrestato i carabinieri del Ros scoprirono che aveva annunciato la sua missione con video pubblicato sui social. Ma sul video di Sy Ousseynou, scrive il Giornale, sia la procura che il presidente della Corte d’assise imposero il segreto. L’uomo il 14 luglio è stato condannato a 24 anni di carcere.

«Viva l’Africa, viva gli africani», è l’esordio di Sy. L’autista ha un cappello calato in testa, del volto coperto si intravvedono solo gli occhi. «Nel Mediterraneo i pescatori non pescano più pesci ma pescano esseri umani, bambini devastati dai pescecani, le nostre donne, i nostri uomini valorosi, le nostre mamme che si inabissano urlando». Di fronte alle tragedie dei profughi, Sy accusa gli italiani, «intanto cosa sono, dei negri, più muoiono meglio è “sti selvaggi di merda… che muoiano tutti, chi se ne frega”». Io, dice il sequestratore, «sento il dolore delle persone che si sono inabissate».

E poi ancora: «Fate schifo, figli di p…, fate schifo. Ci state sfruttando, ci state succhiando, ci state massacrando». E ancora: «Brutti figli di p.., perché veniamo da voi, perché bussiamo alle vostre porte? A voi non interessa, a voi basta avere la pancia piena (…) voi vi riempite la pancia con i vostri piatti di pastasciutta al pomodoro a parlare dei migranti senza sapere che quei merdosi di pomodori che state mangiando è stata raccolta con cinquanta gradi all’ombra con ‘sti migranti qua che parlate male di loro». «Fate le leggi per salvaguardare le nutrie e chi salva un essere umano in mare viene accusato di favoreggiamento».

Sono tra noi. E noi diamo anche loro la nostra cittadinanza. Non possiamo convivere sullo stesso territorio. Nemmeno con i regolari come Sy, Salvini.

Vox

Questi vogliono la nostra cittadinanza per essere poi liberi di spostarsi in altri Paesi europei più vicini alla loro cultura perché ospita da decenni milioni di loro simili.

VERIFICA LA NOTIZIA

Mentre i nemici del popolo sognano di imporre lo ius scholae, gli studenti stranieri sperano di lasciare l’Italia. È il dato non sorprendente del Rapporto annuale Istat.

Alla domanda ‘Dove ti piacerebbe vivere da grande?’ solo una minoranza dei giovani immigrati che frequentano le scuole medie o le superiori risponde «In Italia» solo il 41 per cento.

Non è un problema di ius soli o ius scholae perché tra i giovani immigrati che hanno ottenuto la cittadinanza italiana la percentuale di chi resterebbe in Italia è ancora più bassa: il 39,8%. In pratica 6 giovani immigrati su 10 sognano di lasciare l’Italia e di questi sei, uno lo farebbe per tornare nel proprio territorio d’origine mentre gli altri cinque sceglierebbero di andare in un posto diverso.

L’opposto si rileva nei ragazzi italiani: il 60% sogna di rimanere in Italia. Il resto, forse, sogna di andarsene proprio per la presenza di sempre più immigrati.

Non se ne deduce, e in effetti l’Istat non lo fa, che rendere più celere l’acquisizione della cittadinanza italiana sia inutile o addirittura dannoso. Peraltro, rileva l’Istituto di statistica, nel caso dei ragazzi che rientrano tra i potenziali interessati dalle nuove norme sulla cittadinanza in discussione (nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni, con almeno 5 anni di frequenza scolastica) quasi il venti per cento non pensa in italiano.

I dati sono stati raccolti nel corso della mega Indagine bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri, pensato per il dopo pandemia e che nel 2021 ha coinvolto 108mila studenti stranieri e italiani di medie e superiori.

Tra le nazionalità, i meno radicati in Italia sono i giovani delle Filippine (solo il 32% resterebbe qui) seguiti dai cinesi (37%). In nessuna delle principali cittadinanze c’è una maggioranza che propende per l’Italia.

Si spera che diano seguito ai desideri.