Baby gang immigrati scatenate: boom di reati tra i minori

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Confrontando i primi dieci mesi dell’anno del 2019 (dunque nel periodo pre-pandemia) con quelli del 2022 si registra un aumento del 14,3% dei minori denunciati e arrestati, con punte che riguardano alcuni tipi di reati: attentati +53,8%, omicidi volontari +35,3% (17 in valore assoluto nel 2019, 23 nel 2022), tentati omicidi +65,1%, +33,8% lesioni, +50% percosse, +75,3% rapine (+91,2% per quelle in pubblica via).

Ovviamente, i protagonisti sono loro:

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Le prime generazioni hanno una propensione al crimine minore delle seconde: questo perché le seconde vivono un senso di estraniazione verso la società che le ospita, non sanno chi sono – non sono italiani, lo abbiamo visto anche col Marocco in Qatar – e chi non ha consapevolezza di sé è violento e odia chi la ha. Quindi odiano noi.

Inoltre, a differenza delle prime generazioni, pretendono dallo Stato che li ospita. Per questo l’Italia deve abrogare i ricongiungimenti familiari e tornare ad una immigrazione di lavoratori e non di ripopolamento: in Italia si viene, in pochi, a lavorare, poi si torna a casa, a rotazione. Non si viene ad invadere con mogli, figli e parenti.




2 pensieri su “Baby gang immigrati scatenate: boom di reati tra i minori”

  1. Mi permetto di aggiungere che non è solo questione di seconde generazioni. A meno di interpretare questo termine in maniera estensiva.
    Infatti in Francia e Regno Unito, i primi immigrati arrivarono, ventenni, negli anni ’60. Erano relativamente pochi, tali da non intaccare l’immagine di paesi bianchi cui siamo stati abituati almeno fino agli anni ’90.
    Ma iniziarono quel periodo, lì.
    Facendo due calcoli alla mano, e tenendo in conto l’alta propensione alla filiazione precoce, se prendiamo che i primi immigrati erano ventenni nel 1962 (voglio andare in pari con il 2022), data assolutamente plausibile, i primi caraibici ‘inglesi’ vennero importato nel 1948, mentre nel 1962 assieme ai piedi neri arrivarono i primi maghrebini in Francia, abbiamo la prima generazione che avrà fatto figli negli anni ’60. La seconda era già adulta negli anni 80, e avrà dato alla luce la terza generazione di piccoli neri o mulatti.
    Nei primi anni 2000 arriviamo fatalmente alla quarta. Ora, capita che i giovanotti ventenni nati nel 2000 e dintorni, stanno sfornando, proprio in questo periodo, anche ora che scrivo o quando voi leggerete, la quinta generazione.
    Che infatti occupa, dati alla mano, oltre il 50% delle culle in Francia, e sfiora il 60% in Belgio.
    Ditemi voi se è ‘sostenibile’, come usano dire i criminali progressisti che ci hanno portato a questo. Per loro ovviamente non c’è problema, puoi anche essere un alieno dal sangue verde, se ‘ti senti italiano’, l’Italia rimane, se ti senti belga, il belgio rimane. Bisognerebbe fargli capire, forse, che oltre a non essere vero, ma questo più complicato, nemmeno si sentono italiani o belgi, o francesi, se non per finta, e per sfruttare i benefici che una società, ancora ricca, può offrire, con le buone, o pretenderli con le cattive.

  2. Spero che sia chiara la gravità di quanto sta accadendo, soprattutto nei paesi a noi vicini, che, ormai disastrati e condannati, vogliono imporre anche a noi la loro rovina. Qui non è solo questione della guerra di attrito che chiamiamo pudicamente ‘criminalità’, perché finora tocca solo i privati cittadini, e non il potere delle classi dirigenti (ancora per poco in alcuni paesi), è questione che, GIA’ ORA, abbiamo il quadro che la Francia di qui a 30 anni avrà una maggioranza, decisiva, di origini non francesi. E la Francia oltre ad essere una grande nazione, ha anche le armi nucleari.

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