Santanché vuole eliminare le spiagge libere riempiendole di stabilimenti balneari

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Se c’è una cosa bella sono le spiagge libere.

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“Credo che prima di otto mesi, un anno non saremo in grado di fare le gare” per le concessioni balneari, ma “io credo sia meglio assegnare prima le spiagge che non sono assegnate: ci sono spiagge libere meravigliose dove ci sono rifiuti e tossicodipendenti, nessuno pensa a tenerle in ordine, forse potremmo cominciare da lì. Naturalmente devono essere fruibili per tutti”. Lo afferma la ministra del Turismo Daniela Santanchè, intervenendo all’Assemblea di Confesercenti. Santanchè premette che quelle sulle concessioni balneari “sono deleghe che ha il ministro Musumeci, io sono stata tirata in ballo per un presunto conflitto di interessi” ricorda.

Questa con la scusa dei ‘drogati’ nelle spiagge, fantasia tutta sua, vuole eliminare le spiagge libere trasformandole in stabilimenti balneari. Turismo da pollaio. E distruzione del selvaggio. Santanché sta alla destra come Crosetto alla guerra.




3 pensieri su “Santanché vuole eliminare le spiagge libere riempiendole di stabilimenti balneari”

  1. Altro mirabile traguardo del turbocapitalismo.
    Non solo vorrebbero farci pagare i bagni,ma anche l’aria che respiriamo.

  2. E’ la destra capitalista, delle imprese, delle partite iva, quella ‘liberal’ sul fronte economico, che lascia indietro i propri connazionali più deboli. E alla fine si saldano con i turbocapitalisti progressisti, secondo cui ‘siamo tutti uguali’, ma chi non ce l’ha fatta economicamente cazzi suoi, però se sei nero, giallo, o mulattino, ma ricco, sei il benvenuto nel club esclusivo. Che poi si siano arricchiti stile famiglia mafiosa Duvalier, poco importa, sempre ricchi sogno.
    Capite che bisogna rovesciare il paradigma. La ricchezza deve essere prodotta per il benessere della nazione, dei singoli, ma anche nel suo complesso, e non c’è benessere se una fetta della popolazione è indigente con 400 euro di reddito di cittadinanza, mentre un’altra, bella fetta, pretende la flat tax con centomila euro (dichiarati) di imponibile. Ma questo più che discorso di governo è un discorso culturale, alla fine al governo ci vanno le classi benestanti, che devono essere più illuminate del ristoratore o bagnino di turno. P.s. nel tanto decantato turismo ci sono le peggiori tendenze allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e accaparramento di beni pubblici.

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