Giappone mostra dove può arrivare una squadra etnicamente omogenea anche senza talento

Vox
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Il Giappone ha dimostrato dove può arrivare una squadra etnicamente omogenea anche senza un particolare talento calcistico. Poi, ovviamente, arrivano i rigori e i giapponesi sono un popolo emotivo.

I tempi regolamentari si erano chiusi sul risultato di 1-1. Al gol del giapponese Maeda poco prima dell’intervallo aveva risposto lo splendido colpo di testa di Perisic in avvio di ripresa. Croazia superiore ma sterile. Giapponesi indemoniati e concentrati.

Non è comunque un caso che ad eliminare gli asiatici sia stata un’altra squadra etnicamente omogenea: la Croazia.

Al di là della qualificazione un po’ strana dai gironi sia del Giappone che della Corea – avere affrontato Spagna e Portogallo all’ultima e già qualificati non è come affrontarli prima – c’è da dire che come avvenuto nell’elettronica giapponesi e coreani hanno imparato la lezione. Non sono creativi, ma sanno copiare e mettere in pratica quello che imparano dalle popolazioni europee.

Per decenni i media ci hanno rotto il cazzo con il fatto che prima o poi una nazionale dell’Africa nera avrebbe vinto il Mondiale, nel frattempo cresceva il vero calcio antagonista di quello euro-sudamericano: quello giallo. I cinesi sono una popolazione diversa, meno organizzata di giapponesi e coreani, lo dimostrano anche su un campo di calcio.




Un pensiero su “Giappone mostra dove può arrivare una squadra etnicamente omogenea anche senza talento”

  1. Mi si consenta solo un appunto: la ‘corvazia’, è etnicamente omogenea solo in un senso contemporaneo di ‘bianchi’, fino alla prima metà del secolo scorso non sarebbe affatto stata considerata tale, anzi, non lo era. Tra italiani (ancora prima dell’annessione dell’Istria), croati etnici, serbi, bosgnacchi, musulmani bosniaci, zingari e vari altri gruppi sparsi era la riproposizione, del resto, di tanti stati balcanici e dell’austria ungheria più in generale.
    Oggi se in una nazione ci sono solo ‘bianchi’ si pensa sia etnicamente omogenea, certo è più desiderabile rispetto alle società fluide che stanno diventando quelle occidentali, ma vorrei ricordare, anche, come le guerre e le turbolenze ci fossero anche con quelle divisioni etniche all’interno del contesto caucasico.
    Sono i nostri tempi ad essere folli, ed aver dimenticato come la diversità crei debolezza in una società. Ce lo ricorderemo molto presto.

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