Immigrati vogliono uccidere anziano e carabiniere: assaltano locali

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IMMIGRATI ASSALTANO LE CASE E MASSACRANO ANZIANI: TERRORE A CORCHIANO

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Per lui il pomeriggio di terrore vissuto lunedì 28 novembre a Corchiano è stato come un remake: si tratta di Davide Liberati proprietario di un bar in centro che fu vittima nell’estate del 2021 di un furto al quale seguì l’aggressione, sempre con il coltello, di un suo parente. Protagonista dell’aggressione lo stesso 31enne rumeno che oggi è in carcere indagato per il tentato omicidio dell’anziano e di un carabiniere (ha tentato di investirlo con un auto rubata) oltre che per le ipotesi di rapina, furto danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. E’ uno dei quattro della banda dell’Est che ha seminato il panico prima con il tentativo di furto in un casolare poi con l’aggressione di un anziano di 82 anni, Giuseppe Lisi, che è stato accoltellato dopo che il rumeno aveva fatto irruzione nella sua abitazione.

L’episodio raccontato da Liberati risale al luglio dello scorso anno. “Quella sera c’era una partita amichevole tra Juventus e Napoli, il rumeno, che abita a pochi passi dal bar, è entrato nel bar e mentre tutti erano ‘distratti’ dalla televisione provò a rubare l’incasso da registratore. Quando lo sorprendemmo si diede alla fuga e io, insieme a mio zio, lo inseguimmo. Una volta raggiunto lui ferì lo zio alla testa con un coltello. Ci fu una colluttazione e recuperammo l’incasso”.

Per quella storia il barista e lo zio sono stati rinviati a giudizio per lesioni e sono assistiti dall’avvocato Andrea Natalini. Per il 31enne rumeno, invece, solo a distanza di mesi è stato incardinato un processo per furto. “Ma non si parla della coltellata, nonostante mio zio è stato refertato al pronto soccorso di Civita Castellana, inoltre è rimasto libero nonostante tutto. Doveva succedere quello che è accaduto lunedì per rendersi conto della sua pericolosità”.