Vigile ucciso a Milano, tutti liberi gli zingari: gli pagano anche spese legali

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Si è chiuso, con una conferma dell’assoluzione di primo grado dall’accusa di concorso in omicidio volontario e ad oltre 10 anni di distanza dai fatti, il processo a carico di Milos Stizanin, 28enne zingaro con cittadinanza serba che era nella stessa auto di Remi Nikolic (all’epoca minorenne) già condannato – condanna ridicola – perché era alla guida dell’auto che travolse e uccise l’agente di polizia locale Niccolò Savarino a Milano, il 12 gennaio 2012.

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Lo ha deciso la Corte d’Assise d’appello di Milano, confermando per Stizanin, difeso dai legali David Russo e Lorenzo Castiglioni, l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”. La Procura generale, portando avanti il ricorso della Procura contro l’assoluzione del luglio 2020, aveva chiesto per il giovane una condanna a 14 anni di reclusione. Il procedimento a carico di Stizanin ha avuto un iter giudiziario travagliato, perché all’imputato inizialmente era stata contestata l’accusa di favoreggiamento, poi riqualificata in concorso in omicidio volontario. I familiari di Savarino, che hanno sempre criticato gli esiti giudiziari della vicenda, nel corso di questo processo d’appello hanno rinunciato alla costituzione di parte civile. E’ rimasto, invece, come parte civile, il Comune di Milano, condannato oggi pure al pagamento delle spese processuali.

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Nikolic era stato condannato in via definitiva per l’omicidio a 9 anni e 8 mesi dai giudici minorili e aveva prima ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali e poi aveva finito di scontare la pena. Ora è ai domiciliari per un procedimento su alcuni furti per il quale era stato arrestato.

Quindi, ora, sono tutti liberi.

Feccia libera sul territorio. Serve un rimpatrio di massa degli zingari senza cittadinanza italiana. Per questi ultimi, invece, serve altro.