Lady Soumahoro minaccia giornalisti: “Vi denuncio, io vittima africana”

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“Adesso basta, porto in tribunale chi mi ha diffamato”. È il delirio di Liliane Murekatete, moglie del deputato africano Aboubakar Soumahoro, finita nella bufera per le denunciate truffe delle coop di famiglia nel business dell’accoglienza

Murekatete decide di parlare all’Adnkronos e punta il dito contro il sistema mediatico, lamentando un “atteggiamento persecutorio nei suoi confronti da parte della stampa”. 🤡

“Posso capire, senza giustificarli, gli attacchi politici, ma la narrazione della maggior parte dei giornalisti è stata improntata ad un teorema fondato sulla colpevolezza certa e manifesta, con buona pace della presunzione di innocenza: colpevole io, colpevole mia madre, colpevole il mio compagno”, afferma Liliane, che precisa di non ricoprire più alcun ruolo all’interno della Karibu: “Il sapiente, malizioso utilizzo di espressioni quali la ‘cooperativa della moglie di Soumahoro’ (mentre non faccio più parte della cooperativa né come membro del Cda, né come socia né tantomeno come dipendente) o ‘la cooperativa della famiglia di Soumahoro’ che ha connotato sin da subito la campagna mediatica è particolarmente odioso in quanto volto a sollecitare distinguo, prese di distanza, ripudi, magari accuse reciproche, tutti rigorosamente pubblici, nella peggiore tradizione dell’Autodafé”.

Non è la cooperativa della famiglia Soumahoro? Non avete fatturato milioni di euro in questi anni lucrando sul business dell’accoglienza?

“La costruzione del racconto mediatico volto a rappresentarmi come una cinica ‘griffata’ e ad affibbiarmi icastici titoli derisori, una che pubblica selfie (peraltro dello stesso tenore di quelli di centinaia di migliaia di giovani donne occidentali e non) mentre i lavoratori della cooperativa non ricevono gli stipendi è artatamente falsata”, dice Murekatete con l’Adnkronos, sottolineando come “la gran parte delle foto” risalga “al 2014/15”, ovvero “quando non avevo alcun incarico nella cooperativa Karibu e quando non avevo ancora conosciuto il mio compagno”.

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In realtà ci sono molte foto anche successive.

“Aboubakar – dice Liliane – è stato messo in croce per quelle foto perché non le ha condannate pubblicamente per appagare le aspettative dei cultori dei reality show e non ha voluto parlare di mie vicende private correlate a quelle foto”. E per quanto riguarda il pagamento degli stipendi ai dipendenti, rimarca la compagna di Soumahoro, “si sorvola sul fatto che anch’io (che peraltro sono in aspettativa dall’aprile 2022) sono in attesa della corresponsione degli arretrati. E ovviamente – insiste – il sottotesto della narrazione esclude a priori l’ipotesi che possa esistere una donna africana benestante (e/o che possa diventarlo onestamente) e men che mai che essa possa contemporaneamente impegnarsi nelle questioni sociali”. Ecco la carta del ‘rassismo’.

Parlando all’Adnkronos Murekatete respinge anche le “insinuazioni” e i “gratuiti sospetti” sull’acquisto della casa di Casal Palocco “che permeano il ragionamento socioculturale di molti articoli malevoli: la Murekatete ha certamente acquistato la casa con i soldi della cooperativa! E invece no, il prezzo non ricompreso nella somma erogata grazie al mutuo è di provenienza lecita”, spiega: “E il paradosso è che la colpevolizzazione è arrivata ad un grado di intensità tale da pretendere che io debba spiegare la provenienza delle mie risorse economiche per soddisfare la curiosità pubblica”.

“Io – si difende Liliane – a questo processo mediatico non mi presto né intendo prestarmi: se l’autorità giudiziaria me lo chiederà, non avrò problemi a dimostrare la liceità dell’acquisto, ma respingo culturalmente il processo da celebrarsi nella piazza mediatica, per una miglior diffusione via social e colpo di grazia nelle testate scandalistiche”. Per Murekatete la misura è colma: “In questo piano inclinato non posso quindi fare altro, al momento, che dare incarico al mio avvocato, Lorenzo Borrè, per adire le vie giudiziarie nei confronti di quanti mi hanno consapevolmente e persistentemente diffamato, ai limiti dello stalking”, annuncia lady Aboubakar.

Questi più parlano e più scavano. La verità è che lui dovrebbe dimettersi e poi, tutti insieme, dovrebbero lasciare l’Italia e andarsi a nascondere in una buca molto profonda.




7 pensieri su “Lady Soumahoro minaccia giornalisti: “Vi denuncio, io vittima africana””

  1. La traduzione e’ fatta dai suoi legali, in realta’ suonerebbe cosi’:”IO VOLERE BA NA NA!DOVE ESERE?IO NO RUBADO!IO BRESO DA ALBERI!VOI RACISTI FATO VINCERE SCIMPANZE’!!!IO PIU’ N’TELIGENTE!”.

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